U mizze prèvete
Pubblicato il 16 Marzo, 2006 in CulturaGrazie alla collaborazione dell’amico Matteo Borgia, da oggi è possibile scaricare il PDF completo (1 mb) di: U mizze prèvete
Si tratta di una commedia in dialetto sipontino che l’autore ha concesso a “Il Manfredoniano”.
La divertente commedia di Matteo Borgia, U mizze prèvete, presenta i sentimenti, le sofferenze e le piccole aspirazioni di povera gente.
Durante il famoso triduo della mezzaluna, i tre giorni neri dell’Agosto 1620, quando Manfredonia fu messa a ferro e fuoco dai Turchi, miracolosamente scampato, un giovane seminarista trova rifugio in una masseria non molto lontano dalla città , dove si conforta ed è confortato dalla padrona di casa, dalla figlia e da Teresina la pazza, che non gli fanno mancare ne il cibo, ne il letto caldo. Si trova talmente bene che, quando la situazione precipita, si accorge, dopo ben quattro mesi, che i Turchi si erano fermati in città solo per tre giorni.
Il testo è anche corredato di traduzione in italiano. Chi volesse contattare l’autore per inviargli commenti ecc. puo’ scrivere all’indirizzo matteoborgia@infinito.it
2 Risposte a “U mizze prèvete”
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Caro Matteo,
grazie… grazie per avermi permesso tramite il tuo libro d’aver fatto un “viaggio” nel passato, percorrendo dei momenti tragici del nostro caro vecchio paese, vivendo nelle ore di lettura la triste e misera vita della povera gente dei tempi d’allora, ma nello stesso momento nonostante la povertà ed i problemi che affliggevano i nostri nonni, ci permette di sorridere grazie a delle semplice battutine ma che nascondono in ognuna di loro dei momenti che ognuno di noi ha già in qualche modo vissuto e questo ci fa sentire parte della commedia, è come se ogni tanto leggendo una battutina ti sembra d’essere lì di far parte del momento, e questo rende il tuo racconto eccezionale ancor oggi se ripenso a qualche scena, mi viene in mente automaticamente qualcosa di già vissuto o viceversa pensando della mia gioventù a Manfredonia mi ricordo di colpo di qualche scena del libro, e questo mi “costringe” di sorridere. (Mia figlia mi ha già chiesto, perche mi metto a ridere senza nessun motivo?)
Di questo caro Matteo ti dico semplicemente… Grazie!
Umberto Capurso
un grazie per aver compiuto un “miracolo di racconto” in cosi poche pagine, un vero e proprio spaccato della vita di non tanti anni fa e della realtà territoriale che non tutti amano ricordare. grazie ancora e continua a scrivere! matteo di staso, francesca, luisa e angela.