L’incendio del Mulino D’Onofrio
Pubblicato il 26 Giugno, 2006 in Foto d'epocaIn queste inedite immagini del Dicembre 1950, vi documentiamo l’incendio del Pastificio Mulino D’Onofrio. L’edificio era ubicato all’incrocio tra via Scaloria e Via Principe Umberto (ora si chiama Via Antiche Mura)
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ringraziamo per le foto: Giuseppina D’Onofrio
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Che strano…quando guardo le foto d’epoca “sento “la voce di mio padre!Non sono impazzita…ma guardandole si materializzano i suoi racconti…che io e i miei fratelli ascoltavamo a bocca aperta.Grazie al Manfr e alla signora Giuseppina d’Onofrio.
Attraverso queste foto semmbra di vivere davvero nella Manfredonia di tanti anni fà…
Davvero belle foto ricordo….complimenti
Ma il mulino non smise di funzionare, perché dopo funzionò per un bel po’ nell’edificio a fianco, si vede un pezzo nella prima foto.
Quandà sacche dè past ca so jutt a pigghjè, e li dovevo portare sulla spalla fino al negozio.
due foto stupende. grazie!
Sono un erede della famiglia D’Onofrio e sono la persona che vi ha fornito le foto, a nome di mia madre, mio e di tutti gli eredi, Vi ringrazio per il gentil pensiero avuto nel ricodare una realtà del passato che non ha avuto, secondo me, per quello che ha fatto in quei periodi difficili per la cittadini di Manfredonia e poi …..nessuno ricorda più niente.
La pasta prodotta dal Mulino e Pastificio D’onofrio & Longo, per chi se lo ricorda, ancora ogi non ha eguali.
Grazie Vittorio
Grazie a te Vittorio e alla tua famiglia per il gentile contributo.
Se ci sono foto di quei pacchi di pasta con il logo, ci piacerebbe pubblicarle.
Per Ettore se mai la leggera.
Io sono Vittorio 10/02/1943 sei mica Ettore 14/03/1943, se così fosse grazie al Manfredoniano abbiamo trovato un’altro mode per essere vicini. Ciao Vittorio
Bisogna avere una memoria di ferro? Io ricordo che la Pasta D’Onofrio si chiamava “Sovrana” e veniva messa in sacchetti di carta tipo translucida bianca. Prima ancora era venduta sfusa, in fogli di carta bluastra o rissastra. Nei negozi degli alimentari arrivava in casse di legno per evitare che si rompesse. Mio padre spezzava i maccheroni ziti. Quel rumore della domenica mattina mi rintocca piacevolmente nelle orecchie…tac, tac, tac.
Ciao
Un saluto e un grazie per la pubblicazione a tutti quanti da un erede di questa famiglia..Antonio D’Onofrio