Lezioni di dialetto - 1a puntata
Pubblicato il 12 Luglio, 2006 in Cultura, Lezioni di dialettoComincia con questo post una elenco di termini in vernacolo poco usati al giorno d’oggi, ma di grande fascino.
Eccovene un po’…vediamo se li conoscete tutti:
Sderlufféte/ = pp Persona malconcia che cammina strascicandosi e curva.
Mudjigne = sm Nano da circo
Ranavùzze o ranavùzzele = sm Persona di bassa statura e di larga corporatura
Papùnne = Misterioso personaggi nominato per far impaurire i bambini.
Bummenére (da lupus-omine=lupo-uomo o uomo-lupo) = sm Licantropo, personaggio altrettanto misterioso e terrificante. Dicevano che ululava di notte e rincorreva i malcapitati nottambuli. Secondo me erano dei buontemponi che burlavano i paesani. Oppure dei poveri malati che sicuramente non avevano la forza di rincorrere nessuno!.
Zòlla-zòlle = Segno di evidentissima ineleganza riconducibile al “casual” forzato degli anni ‘30, quando la miseria non consentiva di vestirsi in modo decente. Per esempio, si diceva “Giuà , te sì vestùte accume ‘nu zolla-zolla” (Forse deriva da un soprannome)
a cura di: Tonino Racioppa
105 Risposte a “Lezioni di dialetto - 1a puntata”
Lascia una risposta
Cerca
Post correlati
Ultimi commenti
- Gli assessori cantanti 1
matteo - Quando si suonava senza amplificatori 4
Tonino Racioppa, Francio, pontino, Gianluca - Un forum costruttivo ! 1
Dynchalay - Il blog della scuola Perotto 2
Titta, Titta 95 - Le tradizioni nelle feste d'Ognissanti e dei Defunti 7
pontino, giuseppe basta, mattia, Giuseppe Di Nunno, pontino, simona, simona - Scendere nella cripta della Basilica di Siponto 18
Mambredonje, raffaella83, Apple, raffaella83, Zaleuco44, Aldo, Aldo [...] - Il cortile arco Capuano 1
teo - Le tradizioni manfredoniane nel giorno di Ognissanti e dei defunti 4
Giuseppe Di Nunno, megaride, luigi, Mary - La casa cantoniera costeggia i binari 12
LORENZO, IlGriso, dona flor, Mambrdonje, salvo bordonaro, dona flor, Pietro [...] - Indovinelli attorno al fuoco 34
Tonino Racioppa, donluk, il manfredoniano, Mambrdonje, seppia, tonino1939, Wendy [...]
Ultimi post
- Le tradizioni nelle feste d’Ognissanti e dei Defunti
- Quando si suonava senza amplificatori
- I frangiflutti in costruzione a Siponto
- Scendere nella cripta della Basilica di Siponto
- Frecà bbele e sturjèlle - Parte 19
- Il pesce fresco sulle bancarelle di Via Antiche Mura
- Il ponte abbandonato sul lungomare di Siponto
- Binari e recinti all’interno della stazione campagna
- La zona industriale e la variante visti dall’alto
- L’Abbazia di San Leonardo vista dall’alto
Categorie
- Auguri (1)
- Carnevale (23)
- Chiacchiere (21)
- Cronaca (93)
- Cultura (152)
- F.A.Q. (6)
- Foto d'epoca (23)
- Foto della settimana (432)
- Fuori dal nostro orto (2)
- Indovinelli (88)
- Lezioni di dialetto (53)
- Mercato delle parole (11)
- Musica (10)
- Novità (41)
- Photo Blog (1)
- Podcast (18)
- Politica (38)
- Quicktime VR (25)
- Sport (3)
- Vignette (1)
- Web cultura (49)
- Web tecnica (6)
Archivi
- Ottobre 2008
- Luglio 2008
- Giugno 2008
- Maggio 2008
- Aprile 2008
- Marzo 2008
- Febbraio 2008
- Gennaio 2008
- Dicembre 2007
- Novembre 2007
- Ottobre 2007
- Settembre 2007
- Agosto 2007
- Luglio 2007
- Giugno 2007
- Maggio 2007
- Aprile 2007
- Marzo 2007
- Febbraio 2007
- Gennaio 2007
- Dicembre 2006
- Novembre 2006
- Ottobre 2006
- Settembre 2006
- Agosto 2006
- Luglio 2006
- Giugno 2006
- Maggio 2006
- Aprile 2006
- Marzo 2006
- Febbraio 2006
- Gennaio 2006
- Dicembre 2005
- Novembre 2005
- Ottobre 2005
- Settembre 2005
- Agosto 2005
- Luglio 2005
- Giugno 2005
- Maggio 2005
- Aprile 2005
- Marzo 2005
- Febbraio 2005
- Gennaio 2005
- Dicembre 2004
- Novembre 2004
- Ottobre 2004
- Settembre 2004
- Agosto 2004
- Luglio 2004
- Giugno 2004
- Maggio 2004
- Aprile 2004
- Marzo 2004
- Febbraio 2004
- Gennaio 2004
- Dicembre 2003
- Novembre 2003
- Ottobre 2003
- Settembre 2003
- Agosto 2003
- Luglio 2003
Sìììììì!!!!! uno lo conosco anche io! ma “ranavùzze” non equivale anche a chiattone?
RANAVUZZE e anche sinonimo di Pcuzz(soprannome della mia famiglia)significa basso e grasso.Ora per fortuna il soprannome non coincide piu con il significato!
Tonino ti ricordi di quando qualcuno che aveva i geloni ai piedi, e si andava a bussare le porte di casa? Ed appena dicevano, avanti! Si gridava (nella convinzione che i geloni passassero a loro); Rùsele a ccast! = I geloni a casa tua.
Certo che me lo ricordo, e ricordo anche un’orribile pratica per guarire i piedi colpiti dai almeno due geloni ( “i ruus’le”)…
Lo dici tu o lo dico io?
Mi chiedo: perché venivano i geloni? Perché casa un solo braciere non riscaldava bene gli ambienti: noi avevamo due stanze comunicanti al piano terra, eravamo di ceto medio perché papà era fabbro-artigano e si poteva permettere due stanze, ma forse non due bracieri.
Ciao
Questa rubrica mi pice proprio,si si!!
Ora vi dico anke la mia perché ù bumm’nère in realtà era “pulm’nére”,ossia si riferisce ai malati di asma ke, non riuscendo a respirare, erano costretti ad uscire all’aperto per trovare un po’ d’aria. La paura di tali soggetti nasce dal fatto ke si lamentavano durante le crisi asmatiche incutendo timore in ki li ascoltava nel buio delle tenebre… da cosa nasce cosa,ecc..ecc… chiaro?
PS:sballata io??? E’ l’impressione…. 
Vediamo se ricordate questi:
pandashke= parte di pane crudo
pòseme= amido con cui si inamidavano i colletti delle camicie, i centrini di cotone, etc.
strukulature = pezzo di legno dentato per lavare i panni
manfredoniano, perché non aprire anche una rubrica sui proverbi in dialetto manfredoniano?
Ottima idea. si può fare.
Ragazzi, secondo voi che cosa significa “a sdvizz”? Si potrebbe scrivere sd’vizz (così come si pronuncia la parola sp’zzéte (spezzato).
Per esempio: “Mado’! hann sfascéte ‘i lastre!…… ‘Sti d’sgrazziéte L’hann fatt prop’t a’sd’vizz”
Oppure:”E cche cackje!, quisti duje stann’ semp’ a sd’vizz!”
Si diceva quando qualcuno per reazione ad un’offesa, a una mascalzonata, si comportava da ostruzionista, e magari per controffensiva, e faceva una mascalzonata a sua volta, come per vendetta.
Secondo me si traduce: vendetta, rancore, livore, contrasto, litigiosità , dispetto, caparbietà e simili.
Che ne dite?
Tonino, la famosa “a sdvizz” l’hai messa già .
Dovevo inserirla nei prossimi post
Si potrebbe fare una sorta di dizionario manfredoniano-italiano online, sulla stregua di quanto fatto su www.tarantonostra.com per il dialetto tarantino…
Scusami, direttore, mi ero lasciato prendere la mano…
Sarai TU a decidere se, quando e come pubblicare le altre.OK
Umberto, sei anche tu in ferie? Non hai ancora spiegato ai lettori come si curavanoi geloni ai piedi e alle mani……
Zago, Akim, siete spariti? Voi che siete ultra 40enni dovreste intervenire con tante vecchie/nuove parole!!!
Buona giornata a tutti
Tonino Racioppa
Grazie manfredonia’! Io che ho fatto le elementari alla Bozzelli, col maestro Peppe Ognissanti, non posso che essere un appassionato del dialetto!
L’unico che mi mancava era “sdurlufféte”… io avrei detto: “sgarzumméte”…
Inoltre, per me “zolla-zolla” e’ “zalla-zolle”… e’ una storpiatura mia?
Un termine che mi ha sempre affascinato, usato molto tra la “marineria” e’ : mangiajorze… “ue’ mangiajorze!” Perche’ viene utilizzata come offesa (e qui mi rivolgo al gotha del dialetto: Umberto e Tonino)?
Grazie e continua cosi’, Manfredonia’!
si Francisc ho corretto il zolla zolle.
Si scrive cosi.
Il termine mangiajorze è molto bello. ha un bel suono.
Bellissima idea, questo post crescerà sicuramente a dismisura. Ciascuno vorrà contribuire al dizionario, Manfredoniano, come facciamo noi utenti? Perché ¡nche io ho già pronti diversi termini dialettali singolari e vorrei contribuire…
conosco un altra parola che ormai non si usa più, “sciaraball” (penso si scrive così) e sta ad indicare la carretta con le due ruote laterali che portavano i marinai o i contadini che giravano casa per casa per vendere le loro merci. L’ ultimo lo aveva il mitico FLIPP scomparso qualche hanno fa dopo circa un secolo di duro lavoro. Ve lo ricordate Flipp con il suo sciarabball verde e le due ruote di bicicletta che andava da casa sua in via san lorenzo si avviava di buon ora al mercatino a monticchio o la sera al mercato ittico?
Vi posto alcuni detti manfredoniani nella speranza che si associno altri in questa splendida rubrica. Complimenti manfredoniano.
O fatte pe ffarc a croce e cc’jì cechéte l’ucchie= Nel tentativo di farsi il segno della croce si è accecato. Si dice nell’intraprendere un’operazione che si ritiene semplice ci si può °²ocurare un danno.
U rembròve jì cum’a pùrje: quanne t’a pigghie ji bbrùtt, ma po’ frùtte= il rimprovero è come la purga: è brutto quando lo ricevi, ma poi produce i suoi effetti.
U prudit’a mmizz’a méne: o solde o taccaréte = prurito nel palmo della mano (si aspettano) o soldi o botte.
Alla prossima cari concittadini
Beh Mr. Delicate (e gli altri) potete mandare i vostri termini qui e noii li pubblicheremo.
TERAPIA DEL TORCICOLLO
Tre zzetèlle nuje sime
da Venèzje nuje venime
mamm’e ppéte ne ndenime
mareté ce vulime.
E stu nirve ngalvacchéte
scalvacché lu vulime
jind’u mére lu mettime.
Tre zitelle noi siamo
da Venezia noi veniamo
madre e padre non abbiamo
maritare ci vogliamo.
E questo nervo distorto e accavallato
vogliamo distenderlo e raddrizzare
nel mare lo gettiamo
Tre ragazze nubili, recitando la formula, tenevano ciscuna un fuso con la punta che toccava la parte malata del collo del paziente. Le tre punte dovevano combaciare, quasi a riunire e trasmettere la forza magica della terapia. Terminata la formula, fingevano di buttare in mare il male estratto con il fuso, aggiungendo la frase finale “nel mare lo gettiamo”.
Per “u scupastred” e per gli altri curiosoni:
SCIARABBALL, cioè calesse a due ruote (a Napoli lo chiamano anche “O ri’rote” [il (carro) a due ruote)], non è altro che la trascrizione fonetica - con lieve distorsione dovuta all’ignoranza del popolino - del francese “Char-à bancs”, che in francese si legge “sciarabbà ” cioè CARRO CON I SEDILI.
TIRABBUSCIO’ = Francese scritto TIRE-BOUCHON si legge tir’busciò = Cavatappi
‘U SCERPETIGGHJIE = Francese “OBJETS-PETITS” si legge “ob-scéppetì” = oggetti piccoli minutaglia, accozzaglia di oggettini vari, ciarpame, piccole cose disordinate.
Dall’Arabo viene
Ops!
Mi è partita incompleta la mia replica: stavo dicendo che dall’Arabo viene “U TAVUTE” cioè la bara, la cassa da morto,detta “el-tabùt”.
Chiedete a qualche arabo come si chiamano la cassa da morto, il caciocavallo e i fagioli. Vi sorprenderete: i termini sono uguali ai nostri: U TAVUTE, U KESCAVALL, I FASULE.
Sono tracce di nostri crociati in oriente o di soldati di Manfredi a Lucera?
I francesi Angioini e gli spagnoli hanno lasciato grandi tracce nella nostra partata.
Cercate cercate
Tonino Racioppa
Devo precisare un’altra cosa. Quello che descrive u scupastred di F’lipp non era ‘u sciarabballe ma a carrettella a mano.
U sciarabball era a trazione animale, addirittura dotato:
1 - di “capote” a mantice ripiegabile,per riparare in caso di necessità il conducente dal sole o dalla pioggia,
2 - di freni azionati dal posto di guida con una leva laterale.
Tutto rigorosamente di legno, ferro e telone grosso incerato.
Si usava per spostarsi dal paese alla campagna, o da una masseria all’altra. Ovviamente era solo alla portata dei proprietari terrieri.
Ciao
Tonino, abbiamo appena creato una nuova categoria: Lezioni di dialetto
Vedremo un po di incrementare il tutto
Io proporrei di non citare solo termini “storici” ma anche qualche frase di uso corrente perchè molti ragazzi d’oggi ne sono all’oscuro e si cimentano in certi “sbarroni” che non si possono sentire!!
(vedi mia sorella…eheheh!!)
Ho appena scritto una mail ai miei colleghi (lombardo/campano/veneti) dicendo:
” e l’uve, chi l’acciacche?”
:)))
Ad ogni modo, dopo aver letto la filastrocca sul torcicollo citata da Jakal (che ho imparato alle elementari, grazie al gia’ citato maestro Ognissanti!), mi e’ venuta in mente la sarcastica canzone sugli emigrati (come me… sigh) che vado a citare:
Matteje u figghje mie,
alla Mereche ‘nci’ada jì!
Se toje vu fatijé Mereche je qua e Mereche je llà .
A mamme cchiu fetende,
prepére la valigge,
u petre cu’ trumbone
l’accumbagne alla stazione…”
Altro detto, dannatamente vero:
“chi ce veje a coleche pi uagnune,
ce iaveze pu’ cule cachete”
Altri termini tutti per voi. Da far leggere anche alla sorella di Wendy.
crijanze= rispetto, educazione
cunzé = condire
grattamarjanne= granita
jalé = sbadigliare
majagne= sorpresa, inganno
mbapucchié = confondere le idee
muffarde= sporco, trasandato
Chiudo con un detto riferito ad un evento atmosferico che realmente si verifica a Manfredonia
Quanne vòtte ‘a tramundéne, dure tre jjurne o na setteméne = quando c’+ la tramontana dura tre giorni o una settimana
Ehmmmm…. veramente ank’io non skerzo, la pronuncia a volte è difficile!!!
Cmq è troppo forte sentire certe parole!!
:D
Qualche professione:
- u zanzéne: il mediatore
- u mullafurge: l’arrotino
- a vamméne: l’ostetrica
- u sciabecajule: il pescatore che “tira la sciabica” (una particolare rete a strascico da trainare a spalla, da terra)
- u uagnone da puteje: l’apprendista di bottega
Maledzione alla vamméne!!!!!
:D 
Ah ah ah ah ahh ah haha
:D 
Caro Tonino,
in dialetto non sono bravo x motivi che ti spiegherò un giorno ci facciamo una pizza con Umberto e altri amici del forum,questo è uno dei motivi della mia assenza, e poi devo anche lavorare un po’ e se no l’uve chi l’acciacche??
Grazie sign. tonino!
chiudo con un famoso proverbio:
Mazz e panell fann i figl bell
pen e senza mazz fann i figl pacc
E’ interessante anche il nostro termine dialettale per le arance: purtejalle viene anche dall’arabo burtukal
Un altro termine simile a “Sderlufféte” nel significato “sciambrignòne”. Mio padre racconta che si tratta di un uomo che andava vestito in maniera trasandata e che aveva questo nomignolo.
…e quando si parla di una donna trasandata…mi pare che la si indichi come una “n’desc”.Es:”chica je quedda n’desc?”.
Qualcuno ha sentito dire o sbaglio?
Bella questa rubrica. Manfredonianno quando metti un altro indovinello?
Ciao Apple,bentornata!!
E’ famosissimo quel termine, proprio come muffarde e tròzzele!!!
Complimenti a tutti anche per la facilità con cui scrivete le frasi in dialetto, interessante Tonino 1939. Ci provo u”maccatr (il fazzoletto), sicuramente sbagliato se Tonino 1939 mi aiuta.
Per un mafredoniano emigrato, questo spazio mi riporta alle mie origini.
Ciao Wendy,
…e “z’ross malupjle”? E per restare in tema:”caniggh”:lentiggini?…Chissà perché si diceva che le persone con la chioma rossa fossero malpelo? Mio figlio impazzisce per le rosse(naturali)con annesse lentiggini!!!!!
Forse è piu’ corretto scrivere”canigghje”
la canigghje non è la crusca?
Bho?Forse mi sbaglio…qualcuno sa come si dice lentiggini in dialetto?
Forse carvognj…!!!!
ciao ciao
zagor.m
Nomi pi?li in dialetto non si puo’
la superstizione è sempre troppo a quanto pare eh???
ciao ciao
p.s credo di aver sbagliato canigghij è la parola giusta
Zagor.m
Anche baffi (mustazz), gassosa (gazzs) e barattolo (buatt) vengono dal francese, mentre u tusc (veleno) se non sbaglio dal latino.
Altri termini potrebbero essere: u maccatr (il fazzoletto), u putjn (il tabaccaio), a furcn (la forchetta)
Un detto :Chi sput in gil mbacc jev= chi sputa in cielo lo ha in faccia, nel senso che se qualcuno parla male o critica un altro, poi potrebbe capitare nella stessa situazione. O sbaglio?
P.S. Scusate se non scrivo esattamente come andrebbero scritti i termini…..
P.S. Sarebbe bello riunire tutto insieme, in due distinte sezioni, le parole e i detti, così da poterli leggere facilmente.
Comunque il prof. Totaro dell’università i Bari alcuni anni fa pubblicò un libro con tantissimi detti manfredoniani.
Adesso vedremo di organizzare meglio…
Mi sono cosi’ immersa in queste “lezioni dialettali”,che al banco del pesce mentre aquistavo una bella razza da fare al forno con le patate…tra me e me pensavo:”chissù cosa capisce questo se gli chiedo di darmi nu’ ch’n d’ raqq’l”…
Apple, ti avrebbe preso per straniera!!
:D Mi sono venuti in mente altri termini: “Tatucce e sasosce o sciasciosce”, rispettivamente il primogenito o la primagenita….e chissà quanti altri modi per chiamare i parenti!!
Certo che se si comincia non si finisce più. Mi hai appena fatto ricordare mio padre che quando parlava della sorella grande diceva proprio sciasciosce!!!Che roba!!!
Un’altro termine dispregiativo femminile:zaqquer…che significherà mai?Certo che le comari che litigavano ne sparavano di tremende che a ricordarle ora c’è da sbellicarsi dalle risate!
Lavandaia
donne che lavavano dempre fuori dalla porta di casa a paino terra ???
ho indovinato??
ciao ciao
Zagor.m
Non ne sono certa,ma credo che lavandaia sia giusto!
A proposito di lavandaia, vi posto questo detto:
Chià nghere de lavannére, rutidde de marenére= Pietre (sulle quali venivano lavati i panni) di lavandaie, luogo di richiamo di pescatori.
Prima dove si concentravano le ragazze per lavare i panni erano occasioni di corteggiamento.
Facciamoci quattro risate con questi detti:
Se tutt’i chernute purtéven u lambjone, mamma meje che llumenazzjone!= se tutti i cornuti portassero i lampioni, mamma mia che illuminazione!
Fèmene sènza pitte jì chés sènza titt= donna senza seno è £ome una casa senza tetto
La “lavannére” sempre per pochi soldi (io ricordo 50 lire…e un pezzo di sapone “San Michele”, di produzione del saponaro locale sig.Michele Cassa, Via Galileo Galilei….quasi fuori paese) veniva a domicilio, si prendeva le lenzuola sporche, le portava a lavare in riva al mare, alle sorgenti dietro la Scuola che allora non c’era, le asciugava sulle bianche scogliere, e sui cespugli di giunchi, e poi ce le riportava a casa belle e piegate.
Ricordo che c’era anche un uomo che la necessità so spingeva a fare anche questo lavoro umile ma dignitoso.
‘U lavannére era molto magro, di poche parole, e mi ricordo che si chiamava Battista. Scendeva nella fossa dell’acqua sorgente con i calzoni “affurtekéte” fino a sopra il ginocchio.
LÃ c’erano anche le donne che lavavano i panni con lui. Battista era molto timido e pudico, e non voleva mostrare oltre le sue povere gambe magrissime.
Il sapone che avanzava lo portava puntualmente indietro, ma mia madre che era sensibile alla miseria, diceva di tenerselo…
Mi sto commuovendo al ricordo…. scusatemi.
Ciao
ragazzi sta diventando una bella raccolta.
sarà un’ impresa scriverli tutti in un post e metterci i nomi giusti
Scusate ma zaqquer non è sinonimo di “persona grezza”?
Zaqquer ? cosa è inglese ???
Zaqquére….
QUesto termine si riferiva mi sa a persone che vivevano in campagna.
Poi, nel linguaggio moderno stato affibiato a chi non si veste tanto bene…
Qualcuno conosce questa cantilena-filastrocca :”ji co’ fatt nu’ fascist…o’det a’ porje a nu’uagnon, stu uagnone c’ji cachet sott…ecc,ecc…?Ricordo che da bambina mi faceva sorridere,anche se poi mi è stato raccontato che dare la purga era una punizione…rabbrividisco al solo pensarci!!!!
IO !!!!
la sentivo sempre da mio padre….
mi intristiva di brutto !
X Tonino,
non so se è vero,ma mi hanno riferito che dietro al nautico ogni tanto qualcuno si lava i panni… …ma io penso che tutt’al piu’ si risciaquano i costumi…
Lo credo che ti intristiva,Manfredoniano…è una cantilena orribile!Ma pensa alla capacità di ironizzare su una cosa cosi’drammatica (mi riferisco a quel buio periodo)che aveva la povera gente… …
cara Apple, credo che in ogni caso non mi piacesse dal punt di vista musicale.
era la melodia a provocarmi la tristezz.
delle parole allora non sapevo ancora il triste significato e origine
…credevo che ti immedesimassi nel”uagnone”…sai doveva essere imbarazzante!HI;HI;HI
Storje e patorje jì mort zia vittorie,
Jì mort senza cammise e Zia Vittorie in paradis;
Jì mort senza mutand e benedic a tutt quand!
Eccovi un bel proverbio:
“Maria cuntrarios, quann chiove men l’acque ai prucin”
Ossia Maria contrariosa, dopo aver smesso di piovere dà da bere ai suoi pulcini..
Si us ripeterlo quando una persona compie un gesto o un azione in ritardo o nel momento adeguato
Palma m’bòss e gregna gross
questo un detto che si ripete la domenica delle Palme…
se in quei giorni ci sarà pioggia, quindi “Palma”sta per domenica delle Palme,m’bòss sta per bagnata, gregna gross significa grano-covone, raccolto abbondante.
Tra Qualche gioorno in città si festeggia la solennità della Madonna del Carmine, precisamente Domenica 16 Luglio, quando alle 19.00ci sarà la procesione del Sacro Quadro.
Una preghiera in dialetto recitava:”
“Madonn du Carmene, Bella Signor,mandin l’anema meie p’quande ij mor”
Ossia Madonna del Carmine,bella Signora,proteggi l’anima mia sul punto di morte.
“A lavé a chep au ciocc c’ perd timb, acque e sapon”
A lavare la testa all’asino si perde tempo, acqua e sapone.
Si dice quando non si riesce a far ragionare una persona in punto di discussione
Ma Umberto dov’è andato a finire?
Lui avrebbe un bel po’ di cose da dirci!!!
Ecco il proverbio del giorno:
“U kéne mòzzeke sembe a lu strazzéte”
Il cane azzanna sempre lo straccione, il poveraccio.
E’ la realta amara della vita: soccombe sempre il più debole, colui che ha avute altre sciagure, che si attira a catena le avversità …
Buona giornata a tutti.
Tonino 1939
“A iallin fé l’uv, e a u iallocce doske u cul”
ossia la gallina fa k’uovo,e al gallo gli dosk,(pizzica)il sedere.
Si usa ripeterlo quando una persona compie un fatto o un gesto, e l’altro si lamenta.
Aggiunto un altro proverbio per oggi:
“Chi belle vole parì, l’usse du cule l’uà dulì. Cioè a chi bello vuole apparire, gli deve duolere l’osso del culo. In poche parole, se vuoi diventare benestante devi fare sacrifici, a volte duri.
“Assimiggkij a lu kéne de lu vuccire: senza carne e u cule de sangue”
Ossia assomigli al cane del macellaio: senza carne e il culo sporco di sangue;
Si riferisce a chi compie un impresa senza alcun risultato,non solo, ma anche ci rimette
Eccone un altro che sentiamo spessom dire
“Carna triste nun vole Criste”
Carne triste non vuole Cristo, ossia il cattivo non muore mai
“Marze fé u fiore, e aprile ieve l’onore”
Ossia marzo fa il fiore e Aprile ha l’onore
Talvolta l’onore va a chi non lo merita,non a chi ha il diritto
Ehi avete notato che “Bacchettone” si è scatenato???
I proverbi sono la saggezza dei popoli, e si vede che lui è un uomo (o una donna, non sappiamo) molto saggio. Spara i proverbi a mitraglia!!!!
Rispondo a Apple 14 luglio 2006,, ore 17:21
Quella musica era una marcia di ispirazione fascista,eseguita da qualsiasi Banda e per ogni ricorrenza “festosa” (manifestazioni patriottiche, inaugurazione di qualche opera importante, dietro la processione della Madonna, ecc.).
Dopo tanti anni la gente non ne poteva più e ha cambiato le parole come ha capito che cambiava aria nella politica.
Vi ricordate quell’altra sulle note di Lilì Marlène?
Iéme alla Pugghje e ieme a spukelé
passe l’apparecchje e ce mette a metraglié
tutte lu gréne ca nuje facjme
ce lu mangé¥ a maccarùne
Alla facce de Musselìne
alla facce de capacchjòne
L’anonimo poeta popolare ha rispettato la metrica e la cadenza musicale.
Era un po’ un canto di resistenza, stile “Bella ciao”.
Tutto ciò è venuto da una popolazione tribolata e affamata dalla guerra. E scusate se è poco.
Chiedete ai vostri nonni se avete la fortuna di averli. Sono una miniera di informazioni.
Ciao a tutti (e Manbredonje nun ce fé sente…)
Tonino 1939
Altro che ultra quarantenni….
madonnnnn sj passj u timb!!!
A lardjchell secondo voi cos’è? e come si può fermare l ‘eventuale contatto nelle parti del corpo con le conseguenze di………..
intervengano prima i giovincelli e poi i vecchietti ok
ciao ciao
Zagor.m
O sono delle alghe o i tentacoli delle simpatiche meduse, e se ti strisciano contro ti irritano la pelle e ti provocano prurito. la zona arrossata va trattata cn ammoniaca, se nn erro.
P.S.io sono una giovincella
Io non sono né giovane né vecchia ma mi pare che gli anziani consigliassero di farci la pipi’ sopra! Hi,hi…A volte non mi pare che gli anziani siano poi cosi’ saggi!
Tonino…sei una miniera di informazioni!!!!!
Lardjchelle non sono le attinie?
Grazie.
Avevo lasciato in sospeso con Manbrdònje il fatto di chi di noi due doveva svelare come i nostri nonni combattessero i geloni (i rùsele).
Speravo che rispondesse lui, ma evidentemente se ne è andato in ferie.
Comunque si tratta della stessa cura per alleviare il dolore causato dalle lardichelle!!! ABBONDANTE PIPI’ SULLA PARTE LESA..
Comunque bene sapere che la pipì contiene acido urico e ammoniaca. Gli antichi romani raccoglievano a decalitri la pipì negli orinatoi pubblici e la usavano in lavanderia per candeggiare, proprio come noi oggi usiamo la varichina.
Dunque L’AMMONIACA il principio attivo degli “stick” che si vendono in farmacia contro le ustioni delle meduse.
Le moderne industrie farmaceutihce hanno solo applicato su un prodotto industiale quello che facevano i nostri avi.
Mia cara Apple, tu dici che “a volte non mi pare che gli anziani siano poi cosi? saggi!”
Invece lo erano, eccome!
Ciao
Pare inoltre che le lardichelle si possano mangiare…dopo averle fritte in abbondante olio.Io non le ho mai mangiate ma dicono che sono ottime…
verissimo
sono ottime da mangiare pericolose da raccoglierle ,soprattutto se ci sono bagnanti in zona ,sono dannose per gli occhi se per caso si hanno contatti,starne alla larga è meglio e mai toccarle..
Tonino!!! sei veramente una fonte di memoria e informazione, sei un vero saggio .
Con te si passa il tempo in armonia e non si pensa per un’attimo alla vita moderna che ci affligge.
Senza scordare gli amici saggi come manbrdonje e lo stesso manfredoniano che saluto ,ma nel contempo senza trascurare nessuno portando sempre rispetto a tutti i sipontini ,che amano dialogare con gli esliati d’Italia e del mondo.
Comunque sia come potete vedere, ,grazie a voi, non ho perso la memoria e i ricordi di giovent?o sempre alla mia portata e rieso finalmente dopo anni bui senza Internet che non c’era , a tenermi costantemente “ormai non posso farne pi?eno” in contatto con i miei paesani ,giovani e vecchietti che siano non importa ……con serenità e amicizia di sempre , senza mai scontrarmi con i pensieri degli altri in maniera offensiva e minacciosa , i quali non aprono la porta per un dialogo pacifico tra noi sipontini.
Questo per fortuna ci caratterizza SEMPRE .
Sono commosso e felice allo stesso tempo
Grazie di tutto a voi
ciao ciao
p.s manfredonia sto arrivandooooooooooooooooooooo le ferie dopo un anno di attesa finalmente sono vicine
ciao
Zagor.m
Simpatico detto dei contadini pugliesi,con inflessioni manfredoniane o montanare, o barlettane, a scelta:
“Salùte e fraske, disse la crépe!
tutt’li mjse vularreje ca jèssere e venèssere,
ma lu mose d’ajuste mé venèsse:
dalla carne fanne l’arròste e ‘int’a pelle mettene ‘u mòste”
Vi auguro buona salute e tante frasche, nel senso di sterpi = cioè tanto cibo (in questo caso adatto alle capre)!
Io vorrei che arrivassero e trascorressero tutti i mesi dell’anno, tranne il mese di agosto, perché gli uomini ci portano al macello: la nostra carne (tenera solo in questo mese) viene mangiata arrosto, e la nostra pelle viene conciata e trasformata in otre per raccoglie il mosto del prossimo settembre.
Con viva simpatia
Tonino 1939
Eheh…voglio partecipare anche io!
“Ioggj je fest e la pup alla f-nestr
u sorc abball
a iatt cucjn
cucjn i maccarun
e zia monach
li cappucjn…”
Chi ne conosce l’origine?
Fonte: la mia dirimpettaia
Alcuni detti/proverbi:
“Vist Cippon ca per Baron”
(mi fa impazzire questo proverbio, tipicamente…manfredoniano ;-), ovvero, fai indossare un bel vestito ad un ciocco qualsiasi, e sembrerà un Barone)
“Ciì fatt tre iov ind ‘u piatt”
(passatemi la grammatica, dovrebbe significare, si fatto i soldi, sta bene economicamente)
Ed infine un indovinello:
Cos’è “U sparatrapp”?
Ciao, un salutone a tutti di cuore
Intensity
Il nastro adesivo?Io però ricordavo:”U sparatracc”.
No Apple, ma sei vicina.
Anche questo termine dovrebbe derivare dal francese…pare.
Il nastro adesivo x uso medico…praticamente sostituito dai cerotti…?
Brava, Apple Il cerotto, come lo chiama mia nonna che ha compiuto 100 anni a gennaio.
Lei vive a Manfredonia ed è un pozzo di storie e di racconti dialettali…appena posso la vado a trovare per ascoltarla.
Ma io non sono un’esperta come Tonino..
ho solo qualche ricordo di parole dialettali, tipo:
‘U R-NEL
‘U P-RRUZZ
‘A CAVDER
Chi li conosce?
Ciao
Cerotto in spagnolo si dice “esparadrapo” !!!
Fantastico…
A quanto pare i dialetti non sono altro che l’italiano mescolato con le diverse contaminazioni linguistiche che si sono succedute nei secoli a seguito delle varie colonizzazioni?MI SA CHE HO FATTO LA SCOPERTA DELL’ACQUA CALDA!!!!!!!!!!Va bhe’…ci sono arrivata tardi,ma ci sono arrivata!
Scusate l’intrusione: sono manfredoniana… di seconda generazione in quanto figlia di due manfredoniani “fuori sede”, ovvero Tonino 1939 (ciao papi, ti avevo promesso di venire a vedere il blog) e Rosaria.
Le lezioni di dialetto LUI le ha fatte anche a noi 4 figli e a diversi nipoti “settentrionali”… e purtroppo il blog non rende assolutamente le espressioni facciali di solito utilizzate all’uopo :-D… spesso le ricordiamo tra fratelli e cuginame vario, e del resto… che dite? (tu mi hai capito, vero pa’?)
Complimenti a tutti, è molto bello e devo dire con orgoglio mio e del MIO MAESTRO che molti termini li conosco, li ricordo e… forse riesco anche a dirli decentemente.
caro tonino credo che il termine “a sdvizz” significhi: ” arrecare un danno per il semplice gusto di fare un dispetto”.gli esempi da te citati sono perfettamente calzanti. mia nonna lo utilizzava spesso,e a volte utilizzava anche il termine “a sfregg” che significava arrecare un danno appositamente per lasciare un segno o un monito.credo che il significato da te citato si riferisca più al termine “sfregg”. es:”cod parcggiòv semb a macn annanz a port d cummèr ndunett,e qued a sfregg l’ho furèt i ròt”.
caro francio volevo ricordarti il mestiere “calfatèn”che sta ad indicare il carpentiere navale.purtroppo non so l’etimologia del termine.
U SCAZZAMURìLL E A SANDAJòRIE:A CAUSA DI UN ERRATA POSTURA,E QUANDO SI è PARTICOLARMENTE STANCHI PUò CAPITARE CHE DURANTE IL SONNO CI VENGA A MANCARE L’ARIA.IN QUESTA FASE SEMBRA QUASI DI ESSERE SVEGLI E CHE QUALCUNO CI PREMA SUL PETTO NON LASCIANDOCI RESPIRARE.PER GLI ANTICHI A TALE FENOMENO ERANO ASSOCIATI DUE FIGURE FATASIOSE:U SCAZZAMURìLL, ERA UN NANO CON UN CAPPELLO CILINDRICO,E SE GLI SI TOGLIEVA TALE CAPPELLO LO SI POTEVA RICATTARE E OBBALIGARE AD ESAUDIRE UN NOSTRO DESIDERIO.A SANDAJòRIE ERA LA PROTETTRICE DELLA CASA,LA MANCANZA DI ARIA ERA DOVUTA AL FATTO CHE CI VOLEVA TROPPO BENE,E ABBRACCIANDOCI DURANTE IL SONNO NON CI FACEVA RESPIRARE.
CANìGGHJE OLTRE A SIGNIFICARE CRUSCA SIGNIFICA ANCHE LENTIGGINI.INFATTI UNO CHE HA LE LENTIGGINI SEMBRA CHE ABBIA LA CRUSCA SUL VISO. MIA MADRE PERò UTILIZZA ANCHE IL TERMINE “PTìSCN”
ciao, potresti usare le lettere minuscole per le prossime volte per favore ?
Grazie
CARO ZAGO, I CARVòGN SONO DEI BRUFOLI O PUSTOLE CHE SI FORMANO NELLA ZONA ANALE.A DETTA DI MOLTI SONO PIù DOLOROSI E FASTIDIOSI DELLE EMORROIDI.INFATTI SPESSO LI SI AUGURAVA A QUALCUNO CHE SI COMPORTAVA MALE NEI NOSTRI RIGUARDI.
scusa, hai letto ciò che ho scritto prima ?
è cosi difficile non usare le maiuscole e rendere più agevole la lettura ?
Per Jattòne.
I carevògne (i foruncoli) si formavano in qualsiasi parte del corpo. Io fino all’età di 15 anni li ho avuti sul polpaccio, dietro il collo e ai lati della bocca. Non so se la causa era la precaria igiene: non avevamo l’acqua calda in casa, e ci si lavava sommariamente…oppure carenza vitaminiche.
Qualcuno li aveva sotto le ascelle. Questi non erano singoli, ma multipli, a grappolo, veramente dolorosissimi e venivano chiamati “i rizzitìlle”.
I “petìscene” erano chiazze che restavano sulla pelle quando era guarita la scabbia.Per estensione di definiva “petìscene” anche l’attaccatura di due pagnotte di pane infornate affiancate. Lievitavano per effetto del calore, si dilatavano e si “attaccavano”. Quando il fornaio a fine cottura le separava, le due panelle presentavano una crosta molto più sottile, quasi bianca.
Ciao
Ringrazio Tonino per le precisazioni,i carvogn nascono anche sulla lingua.Ma sono generlmente associati a quelli più dolorosi,appunto quelli da me citati.Per quel che riguarda i petiscn,credo tu abbia perfettamente,ragione,il fatto che mia madre avesse citato erroneamente i petiscn come sinonimo di lentiggini è forse dovuto al fatto che le chiazze bianche ,lasciate sul viso dalla scabbia ,sono molto simili alle chiazze bianche lasciate dall’eccessiva abbronzatura su soggetti dalla pelle chiara e con lentiggini.Ringrazio nuovamente.
carivogni, scabbia, petiscn.
Che deliziosa dissertazione degna di un 30 all’esame di dermatologia.
Non ci dimentichiamo però della quotidiana lotta contro i “p’docchie” e i “puntill” (le larve dei pidocchi).
La guerra veniva condotta o con la rasatura a zero delle teste: “ù m’lone”, oppure arando con un pettinino molto fitto la capigliatura dell’ospite di tali parassiti.
Erono i tempi in cui, tra bambini, ci si canzonava con il ritornello:
“e tin la rogn e tin la tign e vatt’ammocce’ in di fich d’ign”.
errata corrige.
le larve dei pidocchi sono “i linje” e non i “puntill” come erroneamente riportato nel precedente post.
Rispondo con simpatia a Jattòn sperando che nessuno si annoi su queste dissertazioni.
Calefaténe = Operaio dei cantieri navali specializzato nel calafataggio, cioè nell’impermeabilizzazione dello scafo di un natante.Per calafatare si inseriva forzatamente della stoppa nella connessione del fasciame e si ricopriva con pece o catrame fuso. L’eventuale infiltrazione dell’acqua faceva gonfiare la stoppa che turava qualsiasi altro passaggio.
Per meritarmi il 30 gentilmente assegnatomi da seppia nell’esame di dermatologia, devo precisare che in certi soggetti (per esempio l’ex PdR Cossiga) le macchie bianche sulla pelle, evidenziate moltissimo da una irregolare abbronzatura, sono chiamate “vitiligini”, e forse il termine è stato inteso come “petiscene”, dal suone
Errore comprensibilissimo, d’altra parte.
Saluti a tutti
Tonino Racioppa