Continua la rubrica a cura di Tonino Racioppa. Qui un breve riassunto di ciò che si è letto nei commenti alla prima lezione, con l’aggiunta di alcune novità. Ci scusiamo per eventuali errori nella sempre difficile scrittura del dialetto.
Aspettiamo i vostri contributi nei commenti o via e-mail.

‘A rezzìchele = Piccolo oggetto di ferro che di infilava in un’apposita fessura posta alle due estremità dell’asse del carretto, in modo da impedire al mozzo delle ruote di uscire dal loro alloggiamento. Insomma un fermaglio vero e proprio.

‘U faccer’ttöne e ‘u faccetunìcchje = Scialle di lana a trama grossa e pesante, iuttosto grande il primo (etimo fazzolettone), e di minore estensione il secondo. Servivano alle nostre nonne - in mancanza di cappotti non alla portata di tutte a causa della miseria - a coprirsi le spalle per ripararsi dal freddo. Il primo si usava per uscire e andare a comprare qualcosa dai venditori ambulanti, e si poteva indossare, se faceva molto freddo, anche a copertura della testa. ‘U faccetunicchje lo portavano in casa quasi tutto il giorno, piegato a triangolo, poggiato sulle spalle, con un vertice in giù per la schiena e gli altri due annodati sul davanti.

‘I tròzzele = 1-Carrucole usate per issare le vele. 2-Sporcizia in genere, ma specificamente lo sterco degli ovini a forma di ….olive nere (�ooozz!)

‘I falatìdde o falatìlle = Spaghetti o vermicelli

‘I mèzze-fainèll = Maccheroncini fatti in casa con uno speciale ferretto a sezione quadrata: una specie di pennette domestiche.

‘A ppònta-pètte = Spilla da balia, spilla di sicurezza

‘A furmèlle = Bottone di giacca o di camicia o delle federe dei guanciali

‘I zampìtt = Sorta di calzature da lavoro, confezionate usando vecchi pneumatici, opportunamente tagliati e sagomati e fermati con legacci. Li usavano i pastori e i contadini ma talvolta anche i muratori nell’immediato dopoguerra, quando la vita era grama per tutti.

‘I vóvete = I gomiti

‘U spezzìlle = La caviglia (nel napoletano si dice: l’uosso-pezzillo = l’osso puntuto)

‘A sciavòrta = Agnellone grande, quasi una pecora adulta

‘I shkàppe = 1 sm pl- Fiori di papavero, rosolacci. 2 sf pl Schegge di legno o di metallo

Maccatùre (o muccatùre) = sm fazzoletto da naso (che raccoglie il “mucco”) OOOOZZ!

Sciuscelle = fainelle = sf carrube

Sciuscjille = sm pastone di crusca, o pane vecchio, ammollato in acqua, per far mangiare le galline allevate in casa.

Caggellöne = sm stia di legno per allevare in casa le galline ovaiole

Spruujigne = sm pipistrello

Stengené = vt riempire di percosse qlcn.

I ‘ntréme = sm pl interiora di mammiferi (anche umani)

‘Ndigné = vt minaccia di lanciare qualcosa contro qlcn - non a portata di mano - con l’intento di colpirlo in una tempia (’u tìgne), ritenuta un punto fragilissimo del cranio cui non bisognava battere nemmeno per errore, altrimenti si rischia la vita del soggetto colpito.

“I sold d’ l’usuréje ce li mange ‘u sciambrignone” : ossia i denari racimolati ignobilmente dall’usuraio non se li gode lui, ma il mangione, l’ubriacone, il senza mestiere, lo scansafatiche.

” ‘Ndo’, ‘ndo’, ‘ndo’, piscia all’aria e djice ca no!!!”
Ritornello per canzonare un certo Antonio, il quale evidentemente possedeva un potente getto, ma negava tutto!!!!


77 Risposte a “Lezioni di dialetto - 2a puntata”  

  1. 1 Francio

    “Male mastre so, male firre tenghe,
    a fatije veje annanze e ie scappe addrete”

    In pratica, sono “nu’ mazzanganne”! :)
    Altro mestiere:
    “u bannajule” (chi sa chi e’?)

  2. 2 il manfredoniano

    è facile…..

  3. 3 Apple

    Tanti anni fa esisteva la figura di colui che andava in giro a diffondere le notizie(bannajule)urlandole ad ogni angolo di strada…una sorta di antesignano del tg…Il termine è stato facilmente applicato a tutti i pettegoli (che”vann m’nann u’ bànne”).
    Non so se sia vero ma mia madre raccontava che anche le nascite erano annunciate in questo modo…con tutto un contorno di parole molto,come dire,folcloristiche,tipo:a tregghja spacchéte, u’polp arricet…e sinceramente non ricordo le parole esatte!Qualcuno le sa?Magari quella enciclopedia di Tonino?

  4. 4 ucstk

    Mi riferisco al contenuto della Lezione n. 2 e precisamente al termine “I falatìlle o falatìdde”. Non mi voglio sbagliare ma il primo è in dialetto di Monte Sant’Angelo. Pur rispettando tutti i dialetti vorrei che si ponesse maggiore attenzione nel non confondere i due dialetti.

  5. 5 il manfredoniano

    si mi sa di si.
    ora ne parlo a tonino.

    tutte le finali in “idde” appartengono al dialetto di monte.

  6. 6 Tonino 1939

    Due erano i Banditori ufficiali di Manfredonia.
    Uno era Dumìneke Notarangelo, detto “Tremelande”,
    e l’altro Antonio Petito, detto “Melone”.

    Erano dotati di voce possente.

    Del primo ricordo che girava con la carrozzella di Michelino (u cavalle  p”a palla grosse!) sulla quale c’era il “tabellone” con la locandina del film che si dava al Cinema dei Fratelli Pesante soprannominati “Prijatòrje=Purgatorio), e lui sedeva a fianco al cocchiere.
    Annunciava IN ITALIANO, perché dovevano capire anche i forestieri di passaggio :
    -”Questa sera, al Cinema di Pesante, ci sarà ‘nu bellissimo “filmo” :”A SUD DI PAGO-PAGO”!!!!

    Oppure:
    -”AL CINEMA DI MUUUURGO! TUTTI AL CINEMA DI MUUUUURGO:
    ANDATE A VEDERE “TARZA’ CONDRO I CACCIATORI BIANGHI”

    E anche:
    -”E’ uscito il nuovo filmo di Totòoo! Uagnù, tutte da Priatòrje stasòoore!!!.

    “Melone” era chiamato per altre incombenze. Si vede che Tremelande aveva appaltato tutti i Cinema.

    Ricordo qualche grido di “Melone”, voce possente e squillante da tenore:

    -Chi a fusse truwéte ‘na scarpetella nerjia!!!!

    - A Mundickje c’jì perse ‘nu uagnone de tre anni. Iétele a trué, ca la mamma chjiange!!!

    -Alla candjine de Pakjìreke (soprannome dal significato evidente:con la chierica..) jì arrevéte  ‘u vjin nùuve! Mado’ quant’jì sapr’jiiiiiiite!!

    -Questa sera, ci’ fé ‘u cumìzzje sott’u Municipje!. Uù parlé l’Onorevole Michele Magno!!

    -’Sepònde ‘a Ciavarèlla ho fatt ‘nu pìiizzze di uagnone maaaask’le: Iét ‘a vedì quand’jì bèlle!!!(e non ce jéte k’i méne vacaaande!!!!

    -Jogge, alle nove e mezze, ce vènne ‘a caaaarna a bassa-maceeeella sòp’a kjazzètte!!!!

    La bassa-macelleria si apriva solo per vendere carne di animali non macellati regolarmente, ma morti per soffocamento o per malattia. Ovviamente prima c’era l’Ufficale Sanitario che attestava la non nocività della carne. In tempi di ristrettezze, nessuno ci faceva caso, anzi con gli stessi soldi poteva comprarne un po’ di più.

  7. 7 giolabe

    Bellissimo post…

  8. 8 Tonino 1939

    Rispondo a ucstk e a quelli curiosi come me.

    Le parole terminanti in “idde” “adde” “odde” appartengono al dialetto, diciamo, un po’ più antico:

    Mio nonno, Mast’Andonje ‘u ferrére, manfredoniano di fine ‘800, diceva: “Vularrije jesse ‘n’òre cavadde, per fàreme ‘na mangéte d’èrve”, e così si diceva “cepòdde” “jaddòcce “turcenìdde”, “furcedde” ecc…

    Forse semrava troppo zotico dire “cavadde” e il termine si è un po’ “geneticamente modificato”….

    Il vero dialetto, si sa, lo parlano i vecchi pescatori. Chiedete in giro, come si pronunciavano quelle parole.

    Ora non più ché il dialetto, come ogni lingua parlata, ha le sue continue evoluzioni, si appropria di termini italiani o addirittura stranieri, si adatta e si modifica.

    Anche l’Italiano che si parla ora - a parte tutti i termini inglesi di cui si è infarcito - non è certo la lingua di Manzoni.

    Faccio un altro esempio: noi dicevamo da bambini: “Uagnù, ammm’a jì a juké alla palle?” Dopo che sono stati gli Alleati Americani, quindi dopo il 1946, si diceva: “Uagnù, ammm’a jì a tribb’le’?” (da “to dribble”) come dicevano gli Americani.

    Non so bene, ma credo che il dialetto di Monte S.Angelo sia rimasto un po’ più radicato alla tradizione, e che tuttora si dica “‘U cuavàdde”

    A presto
    Tonino 1939

  9. 9 Apple

    Conoscete il detto:”Chi tene a leng o lengue,va n’ sardegn”?Credo voglia significare che chi sa usare la dialettica arriva dappertutto.

  10. 10 Francio

    “U sazie nun crede au dejune”

    E mi riaggancio a questo per citare la mitica “a grascia puttene” (l’abbondanza)…

  11. 11 Apple

    …e…”i p’docchje n’da far’n”?

  12. 12 giolabe

    mia nonna diceva :

    Quann’ c’ mang ce cumbat p’a mort

  13. 13 Apple

    Perchè si combatte con la morte?Forse perchè se si mangia veloce ci si può strafogare?

  14. 14 giolabe

    no,credo lo dicesse perchè mangiando si evitava la carestia che come sappiamo a quei tempi poteva essere frequente !

  15. 15 Francio

    Tonino ha citato giustamente l’influenza degli Alleati sul nostro dialetto… credo che da questo discenda anche il fatto che per noi il cerotto e’ “u’ sparatracc” che viene da “sparadrap”…

    Vogliamo aprire il capitolo avverbi di tempo?
    Cito in ordine sparso:
    “Auann”: oggi, adesso, quest’anno.
    “creaje”: domani
    “all’avutriere”: l’altro ieri
    “Tann”: allora, in quel tempo
    “Mocaje’”: un tempo futuro imprecisato
    “Mocasara’”: idem

    :)))))

    Ho deciso: organizzo un corso di manfredoniano a Legnano…

  16. 16 Francio

    Filastrocca:
    “pendille pendille pendoscie,
    chi ho fatt sta brutta coscke;
    l’ho fatt stu cule fetende e sand’andonie je brucie u dende!”

    (stessa “base” di storie e patorje…)

  17. 17 il manfredoniano

    Bellissima questa Francio…mi ha sempre affascianto il suo suono iniziale e ripetuto.

  18. 18 Wendy

    Che meraviglia il nostro dialetto…molti detti li conoscevo già ma quanti non ancora!! :D Mitici!!!!

  19. 19 Tonino 1939

    Risposta per Francio.
    Sparatrack è una voce spagnola chissà come è entrata nel nostro dialetto.

    Vedi cosa ho trovato in internet:

    Esparadrapo - Tira de tela o de plàstico con una de sus caras adhesiva, que sirve para sujetar vendajes.

    La traduzione letterale l’ho fatta un po’ per intuito e un po’ consultando il vocabolario spagnolo on-line:

    Striscia di tela o di plastica con una delle sue facce adesiva, che serve per fissare bendaggi.

    Ciao.

  20. 20 giolabe

    ottima traduzione Tonino !!!

    Già nella prima lezione di dialetto avevo fatto notare la similitudine…

  21. 21 Buongustaio

    vi posso aiutare con termini marinareschi es:

    ” i lbber” : pesanti catene poste prima della rete da strascico

    “I tmon” : divaricatori

    “inkiummé i  rot” : mettere i piombi alla rete

    ” i rancik affallon”: grossi granchi che bucano le reti da posta

    “abbasciamer”: in riva al mare

    ” u maragghion” :mare mosso

    ” u jiarbun”: vento caldo da sw

    ” u grek appiciet” : vento forte da ne ( il pi?icoloso per i pescatori del gargano

    ” a tramuntena fresche”: vento fresco da nord

    ” alla cappa”: andare di prua contro grosse onde
    ecc ecc

  22. 22 Francio

    Buongustaio e “u favògne” (vento caldo, fohen) e “a bunazza morte” (mare calmissimo) dove li metti?

    :)

    Comunque, il detto di stamattina e’:
    “I pettele ca nun ce màngene a Natéle, nun ce màngene ‘chiu’” (versione manfredoniana di Carpe Diem).

  23. 23 il manfredoniano

    Francio ottimo !!!

    Ma “ù favògne” non deriva dal termine favonio ? (con la O chiusa però)
    Favonio deriva da “favonius”, vento ricadente caldo, da ovest, nell’antica Roma.

  24. 24 il siciliano

    Buongiorno, ho sentito parlare di “U’nannurc abbasc a l’urt”. Qualcuno mi sa dire chi era? Grazie

  25. 25 Francio

    U’ nannurc penso sia qualcosa tipo u scazzamurille o u papunne…
    :))))

  26. 26 Tonino 1939

    NANNURK ERA UNO CHE MANGIAVA I BAMBINI!! SE ARRIVAVA LUI, AFFERRAVA I BAMBINI CATTIVI PER PORTARSELI VIA!….(L’incredibile Hulk?)

    Meno male che non siamo venuti su complessati dopo tutte queste cose ci hanno raccontato le nonne! Ma noi facevamo credere di temere l’orco, e sotto sotto ce la ridevamo:

    DUE PROVERBI PER CHIUDERE LA GIORNATA:

    “Chi pèchere ce fé ‘u lupe ce la mànge” che equivale a “Chi troppe ce’avàsce, ‘u cùle ce mòstre”.
    Si consiglia di non mostrarsi troppo disponibili, perché c’è sempre qualche “trancanére” che si crede più furbo, e scambia la generosità per dabbenagine (tre vvòlte bbùne signjifiche: fessetùdene)

    “Quann ‘u cùle fé frajasse, ‘u mìdeche sté alla spàsse”
    Ci vuole la traduzione? Forse è uno spot pubblicitario dei produttori di fagioli, lampascioni e soja…..(credevo che i lampascioni fossero fetenti, ma da quando ho provato la gustosa zuppa di semi di soja - che va preparata come quella di lenticchie - mi sono ampiamente ricreduto!) Chi ha orecchie per intendere…. è meglio che giri alla larga!!!!……

  27. 27 Apple

    TONINO…SEI UNO SPASSO!!!!!!!!!!!!!I miei genitori tenevano lontano il medico proprio con questo metodo!!!!!!!!!!!!Per non parlare di mio nonno…era specializzato…:)

  28. 28 jakal

    Trombede cùle, salut de curpe
    non c’èisogno di traduzione

    Quann’u cùle mena vind, u spezzjél  ci’annett i dinde
    quando il sedere fa aria il farmacista rimane disoccupato (tanto da occupare il tempo per lavandosi i denti)

  29. 29 Tonino 1939

    Uagliò,򲲬 desgrazziéeeete! Bèll-bbèlle con questo argomento arioso: abbiamo cominciato con i lampascioni e non sappiamo dove andiamo a finire!!!!!!
    Perché sono sicuro che,continuando con questo argomento,potremo scendere molto di tono, noi e questo blog.

    Poi andrà a finire che il manfredoniano non ci farà più entrare,ci metterà fuori la porta, con il suo stile elegante.

    E che ca****!!!!

    Che ne dite di un bel soprannome che mi piaceva? SHKATTAZZE.
    Ricordo un certo Michelino Rinaldi che era alto un bel po’, piantato, massiccio, che afferrava un vitello in braccio come si tiene un bimbo.
    Michele aveva questo soprannome di famiglia.

    Una volta, per la Festa patronale, prepararono un ring nel campo sportivo Miramare, e ci furono degli incontri dilettantistici di boxe. C’era un fratello del Vigile urbano Angelo Carbone nei pesi medi, e Michelone Shkattàzzee nei pesi massimi.

    I poveri pugili foggiani se le ricordano ancora adesso le botte che si presero quella sera!!!
    Ah ah ah :-)

  30. 30 Apple

    Tonino,meno male che hai cambiato discorso,qui cominciava a tirare un’aria!Il Manfredoniano avrà consumato una bomboletta di deodorante… …
    Delle persone che hai citato mi ricordo di Angelo Carbone…ero bambina e la sua divisa non mi incuteva neanche un pò di paura…tanto era grosso,tanto era buono!Almeno io ricordo così…suo fratello se non sbaglio faceva il macellaio come mio padre.

  31. 31 Francio

    Andiamo di soprannomi?
    Uarlere
    U lupe
    Resckendone
    Pecece
    Baffe cachete
    Terlepone
    Senza vrazze
    Chiangone

  32. 32 il manfredoniano

    sempre di più….

    catenazze
    giancazze

  33. 33 Apple

    Majarott
    Culchiatt
    Coppasànt
    Dintd’or
    Menasecch
    U’sapuner

  34. 34 Apple

    U’pacciaril
    Checazz
    Fjurill
    Nes a p’pon
    Scupastred

  35. 35 Int

    SfasciaKmò
    Ngiangiacc

    (e qui ci sarebbero dei Bbippete…)
    Pccion’d Firr

  36. 36 Intensity

    Chi conosce l’espressione
    “L’ho fatt a’ shkattamind” ?

  37. 37 il siciliano

    Che ne dite di “pen’ assutt’” mi pare che sia il soprannome di una famiglia o qualcosa del genere

  38. 38 gabbianella

    “A fatij ce kijem chicozz, a me nn m ngozz!!”
    si scrive così???
    “chi ca nn sent a la mamm, nn sent manc alla mala matron”
    (mi sapete dire cosa significa matron..forse matrona?
    sempre restando nei soprannomi…
    u rizz, mio nonno, ogni anno al pranzo festivo di pasqua e natale uava dire prima di cominciare:
    “Comm l’amm vist avuann, sperijem all’ann ka ven tutt quant insimbr!!”
    traduco: come l’abbiamo visto quest’anno speriamo il prossimo anno tutti di quanti insiemi…

  39. 39 Francio

    Credo che la “mala matrone” sia la matrigna…

    Comunque, “je steche pe scapule’… agghje gia’ ammazzete i firre. Ce sentime creje, se gesecriste vole…”

  40. 40 Tonino 1939

    Mi piace fare ” ‘u ppicciafùche”

    Voi non sapete perché ¶eniva chiamata “piccione di ferro”.

    Almeno cosìe l’hanno raccontata:

    C’era una povera donna infaticabile, sempre indaffarata, che lavorava in casa, senza soste, come una bestia.

    Una volta aveva avuto un figlio, e invece di stare a letto a riprendere le forze come fanno tutte le puerpere, il giorno appresso si alzòesto e andò alle sorgenti di mare per lavare i panni sporchi.

    Quelli che la conoscevano, e sapevano che aveva da poco partorito, incontrandola là si meravigliarono, e le dissero: “Ma che, tjine ‘u ***** di firre?”

    Sarà vero?

  41. 41 Intensity

    Ciao Tonino,
    secondo me è proprio così…almeno da quello che ricordo i soprannomi derivavano da una caratterisitca della famiglia (es. un difetto fisico) oppure dal tipo di lavoro del capofamiglia, insomma una caratteristica distintiva…così sentivo dire in casa quando ero bambina…
    infatti se non erro SfasciaKmò era un rigattiere ;-)

    Vorrei farti i complimenti perchè rappresenti la memoria storica della nostra bella città e fai venire in mente tanti ricordi sopiti…grazie!

    Però vi siete dimenticati tutti di ricordare
    ‘U iattamamon (chi era costui?)
    e anche ‘U caccamamon (”Jè proprj nu caccamamon”)

    Ciao a tutti,
    I.

  42. 42 Intensity

    A proposito di “appicciafùche”,
    c’è anche
    Schkattamurte

    Speriamo di non urtare la sensibilità di nessuno

    Ariciao,
    I.

  43. 43 jakal

    Per gabbianella
    La matrone o matreje è la matrigna

  44. 44 Manbrdonje

    A paranz
    Mò vene a paranz, mò vene a paranz
    e Micheline scapp’annanz;
    ho truète nu cifalott
    e Micheline ce feje a ciambott!

    (Cè lo fatt schjtt p’jess
    e Micheline ce jess a feje fott)

  45. 45 Tonino 1939

    “‘U jatta-mamone” era un parente di “papùnne” , e di “nannùrke” e della “jàtta masciére”. Insomma poveri bambini…..:-(

    Origine della parola CACCAMAMONE.

    n. 1 - “Caccamamone”
    Era un epiteto riguardante una persona che non aveva proprio una bella faccia.

    n. 2 - “Caccamamone” era la deformazione dialettale di “decalcomania”, cioè un’immagine che si trasferiva per via umida dalla carta ad un’altra superficie (come gli attuali autoadesivi).
    Ricordo che tutti i negozietti avevano tutti sul vetro un’immagine gialla, ellittica verticale, che raffigurava un galletto nero; proprio sotto le zampe del galletto c’era scritto “Tana-la crema fine per calzature”.

    Si vendevano anche delle piccole decalcomanie, ad uso dei bambini, che trasferivano le immagini a colori di personaggi dei fumetti. Si immergeva per qualche secondo in acqua la figurina per attivare lo strato di colla (non esisteva la colla chimica) e si applicava su un libro, su un braccio, dove si voleva, e poi piano piano si staccava la carta esterna bagnata. Lo strato interno con l’immagine, durante questa operazione di distacco, a volte si deformava, e così essa risultava deformata e distorta.
    Ecco perché era un caccamamone, che, per estensione, si diceva di persone con una faccia un po’ così…
    Buona giornata a tutti!

  46. 46 Intensity

    Grazie Tonino, sei proprio un pozzo di informazioni.

    Propongo a tutto il blog una (piccola)sottoscrizione per raccogliere fondi per la pubblicazione di un Mini-Bignami sul dialetto, sui detti, usi, costumi, scerpetigghje e frustarije di Manfredonia…
    Ovviamente, a cura del mitico Tonino 1939…:D

    Per Il manfredoniano: Un piccolo glossario in PDF da scaricare dal blog?

    Una buonissima giornata a tutti!
    Intensity

  47. 47 il siciliano

    Tra gli avverbi di tempo vi siete dimenticati “u’ jogg” che vuol dire ” di pomeriggio”

  48. 48 Manbrdonje

    Sc’càttamurtt, non è per niente offensivo = Il becchino ;)
    Ecco altri termini ormai quasi dimenticati.
    Buona giornata a tutti

    Calannarje Calendario
    Capiscjole Nastro
    Chjombre Gomitolo
    Gnernò nossignore
    Ù iadichère il pescivendolo

  49. 49 il manfredoniano, Tonino Racioppa e Nicola Muscatiello

    Cari ragazzi, siamo qui allo studio di Nicola Muscatiello e abbiamo appena incontrato e conosciuto il caro Tonino Racioppa (Tonino1939).

    E’ stato un vero piacere !!!!

    Stamattina invece, abbiamo conosciuto Maria Panza.

    Speriamo di incontrare gli altri componenti e lettori di questo blog al più presto possibile, magari in Agosto.

  50. 50 Wendy

    E vai con le Carrambate!! manfredoniano, hai indossato di nuovo il caschetto biondo?? :D :D :D PS:mi è venuto in mente un altro termine : “smanaiòle”! ;) PPS: sapete cos’è “u’ncanta lùpe”?

  51. 51 il manfredoniano

    ma no wendyna, stai meglio tu con il caschetto alla Stefy…ops…alla Raffa !

  52. 52 Manbrdonje

    A paranz

    Jenda lù curtigghje nuje iavèteme
    e a mizza mere ième a peschè.

    Sopa stu mere cj’assulagnème
    e tutt i rote amma calè.

    Se jì mal’timb
    assalepème li rote
    e tutt ‘nzimbre
    nuje turnème ‘ndrot.

    Pè questa panz,
    pè questa panz,
    cj’amm accattèt questa paranz;
    e fatijeme e fatijeme
    e pe li rime ‘nderr turnèm.

    Cj’arriterèm stanghe e assulèt
    e pur dumène jì la stessa jurnète!

  53. 53 Francio

    U ncantalupe e’ una razza di meloni! :P

  54. 54 CiGi83

    A malacq= medusa
    i velozz= pianta che nasce nei campi quando piove troppo (così mi sembrea). Se nasce in abbondanza vuole dire che ci sarà raccolto in abbondanza.

    Detto: 1.Nscna carn rest alla macellerj (lett. nessuna carne resta alla macelelria) per indicare che alla fine tutti trovano marito/moglie
    2. Articl quind, chica ton in man ho vind. Potremmo tradurre semplicemente con “possesso vale titolo (di proprietà).

  55. 55 Francio

    Gigi, io direi vucciarje invece di macelleje…

  56. 56 Wendy

    Meloni???? Ma di che tipo? Gialli, arancioni o….???

  57. 57 Francio

    I ngandalupe sono i meloni gialli!

  58. 58 aureliano buendia

    …e i “cazzcomur” cosa sono?

  59. 59 Francio

    I paguri!
    :p

  60. 60 CiGi83

    Hai ragione Francio

  61. 61 Wendy

    Abbiamo appetito,eh? ;) Pensavo anche ai malumbànte(si scrive così?), i’ndurce pà siccia chiòne…gnam gnam!!! :)

  62. 62 Francio

    Je vulesse na farrete… e pure duje scagghiuzze…

    Ah, viste ca ce trueme: ce potene avi’ pure due carecchie?

  63. 63 Akim

    Wendy chè hai fame, a quest’ora?

  64. 64 Manbrdonje

    Salve Akim, hai finito di mangiare la zuppa di pesce con Tonino? :P
    È pojè adduman allat sé ten’ne femme… :D

  65. 65 Wendy

    Me l’avete fatta venire voi la fame!!

  66. 66 Manbrdonje

    Wendy, ma non hai notato che da quando è arrivato tonino a Manfredonia, sono spariti tutti?
    Quidde stànn a mangè siccè ghjonn e sparrun arrust’te, e moje cè feje sende Akim.
    Si… perché adesso vanno cercando chi lava loro i piatti :D

  67. 67 Akim

    Chè dici Umberto, Tonino è venuto a Manfredonia ma è andato da Luigi e Muscatiello si sono fregati tutto, non hanno lasciato niente agli amici.

  68. 68 il manfredoniano

    Ragazzi, il pane di Tonino è stato ottimo.

    Ieri sera “bagnato” con un po d’olio di oliva, una mozzarella e del prosciutto crudo san daniele, è stato veramente ottimo.

    E’ vero prof. Muscatiello ???

  69. 69 Manbrdonje

    Neanche un pò di pane di Matera? :(
    Toninooooo!!! :P
    Lù sejè codde fatt d’llù cùmbere cà venett anvetett a mangè ì cùagghje?
    Come finisce la storia?
    “…Cummbè aspitte, firm’tt… dàmme all’mone jùne!
    T’ejà scje ncull, Mattòje…” :D

  70. 70 Aureliano Buendia

    Per Francio:
    non è proprio il paguro, ma una lumaca di mare di colore, di solito, verdognolo che si trova (o trovava?) attacata agli scogli.
    Ma visto che ci sei andato vicino meriti un bel piatto di spaghetti con cucuigghie, canelicchie e vongole: skitte a penzè all’addore mo me vene a svenimend.

    Comunque mi sto divertendo un mondo a leggervi e, soprattutto, me passene nu poche de mal penzire dalla chepe.

    Ciao a tutti

  71. 71 aureliano buendia

    Scusa Francio ho dimenticato il nick.
    Ciao

  72. 72 Nicola Muscatiello

    Ragazzi sono stato chiamato in causa,
    si Luigi il pane di Tonino è stato ottimo, io però l’ho gustato con il pomodori, origano,sale,capperi, leggermente bagnato come piace a me, non ho mai mangiato pane così buono, Tonino però ti aveva detto di dividere a 50%, mi pare che ti sei preso qualcosa in più, con la scusa che devi crescere!!.
    Umberto! mi dispiace, è un pane che va consumato subito mica potevamo aspettarti.
    Ciao a tuttti.

  73. 73 Manbrdonje

    Sì… sijè, chè bella scuss tò moje! :P
    Ma Tonino che fine ha fatto?
    Stèje fors lavvan angore i pjatt? :D

  74. 74 il manfredoniano

    Nicola adesso non stare a vedere la fetta tua o mia….l’interessante era aver mangiato.

    Tonino è ancora qui Umberto, torna domani e torna a scrivere.

  75. 75 Akim

    Visto Umberto! che si sono fregati tutto il pane,alla faccia nostra poi sono scappati.

  76. 76 Manuela&Francesca

    non sappiamo se sono state gia dette ma ci sono venute in mente delle parole…
    Papanonn = bisnonno??persona anziana importante??
    Sciascioscj = sorella grande(ma forse è di origine montanare,io Manuela ho questa pecca in famiglia…mamma montanara doc!!);
    nanonn = nonna o signora anziana;
    tatà o tatòccj = nonno ma le vecchiette lo usano anche per dire papà;
    pastunek = carote;
    ratavill = spazzolone per lavare a terra;
    pannaspugn = pezza per usi domestici;
    proverbio : “p l’erba moscj c stujn u cul tutt quand” (con l’erba moscia tutti si puliscono il sedere,inteso come del fesso tutti si approfittano);
    proverbio 2 : “chi c colk pì uagnjn c aiavz pu cul cachet” chi va a letto cn i bambini rischia;
    per adesso sono questi poi se ci viene qualche altra cosa in mente vi facciamo sapere…

  77. 77 il siciliano

    Alcune parole sono già state citate,in effetti. Poi il detto “chi c colk…” esiste anche in altre lingue, per es. il corrispondente siciliano è ” cu si curca ki picciriddi agghiorna pisciato”.
    Ciao belle.

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