Lezioni di dialetto - 5a puntata

A cura di Tonino Racioppa.

Marambrùgghje - Caos, confusione, gran casino, massimo pettegolezzo: “Quedda zìnghere sté facenne ‘nu sorte de marambrùgghje!” - Deriva forse da malo-imbroglio

Strungöne - Grossa sega diritta la cui lama tiene alle due estremita, fissati in appositi occhielli tubolari, due manici a verga, azionata a mano da due persone, specie dai costruttori di barche, per tagliare grossi tronchi

Scialacquöne o Strusceljìre - Spendaccione, sciupone, scialacquatore di patrimonio, prodigo, che si trova infine “de cule,ndèrre, cioè de cüle a chiapparjine”, senza il resto di niente.

Sturlaché - Parlare sempre, a proposito e a sproposito, a lungo e a voce alta. Le persone che ascoltano dicono: Avàste! So’ tre jöre ca ce sté sturlacànne!! Ossia: Ci hai storditi, intontiti, scimuniti con il tuo interminabile sproloquiare.

Stróppele - Strano: sembra un termine tipico manfredoniano (con la ó stretta, quasi u) e invece l’ho trovato sul Dizionario Italiano di Devoto-Oli:
Stroppo o stròppolo: nell’attrezzatura navale, pezzo di cavo ad anello, utilizzato per legare oggetti ai quali debba essere consentito un certo movimento: per esempio il cavetto che collega il remo allo scalmo [Lat:stroppus ‘corda’, che è dal greco stròphos]

GRIDA DI ALCUNI VENDITORI AMBULANTI

VERDUMAIO :
“Rùuuke e maccarùuune stamatjiiiine, uhé”

PESCIVENDOLO
“Jògge tenge ‘a sciabbechèlla vjive, i dendéle p’arròste!”
“A jùne-e-sessàaaande i sàaarde uh” (cioè a 160 lire al chilo), ora vige l’Euro, e forse il prezzo non è cambiato molto…

IL TUTTOFARE
“Aggiustàteve ‘u ‘mbrèlle, ‘U mbrellàaaaare!, ‘u conzapiàaatte, ‘u mulafùuuuuuurce”


8 Risposte a “Lezioni di dialetto - 5a puntata”  

  1. 1 seppia

    salute a tutti. i post sul dialetto sono davvero simpatici ed interessanti e l’alto numero dei commenti ne conferma il gradimento. visto l’ampliarsi dei temi e la voglia di partecipare, suggerirei al curatore di organizzare i contributi (magari in ordine alfabetico o per argomenti o altro) in modo tale che dalla divertente ricerca delle radici resti, a disposizione di tutti, anche un piccolo pezzo della nostra cultura.

  2. 2 Grazia

    Scusate l’intrusione: sono manfredoniana di seconda generazione in quanto figlia di due manfredoniani “fuori sede”, ovvero Tonino 1939 (ciao papi, ti avevo promesso di venire a vedere il blog) e Rosaria.
    Le lezioni di dialetto LUI le ha fatte anche a noi 4 figli e a diversi nipoti ’settentrionali’… e purtroppo il blog non rende assolutamente le espressioni facciali di solito utilizzate all’uopo :-D… spesso le ricordiamo tra fratelli e cuginame vario, e del resto - che dite? - (tu mi hai capito, vero pa’?)
    Complimenti a tutti, è molto bello e devo dire con orgoglio mio e del MIO MAESTRO che molti termini li conosco, li ricordo e, forse, riesco anche a dirli decentemente

  3. 3 JATTòN

    scialacquare: si può dire anche fruscè.ricordo un detto di mia nonna ,che diceva: “fròsc e prmòr c’jì rtrèt a spagnòl”.la spagnola è una malattia influenzale che nel 1918 causò nel mondo circa 50 milioni di morti.la scomparsa di questa malattia portò tanta gioia da spingere la gente a spendere(fròsc) e festeggiare(prmòr=primiera,gicare a carte al gioco della primiera)

  4. 4 JATTòN

    io non ho mai sentito il termine “marambrùgghje”,ho sempre sentito “maramùgghje”.ho utilizzato tale termine sempre come sinonimo di confusione più che di malo-imbroglio come dice tonino.forse deriva dalla confusione che si crea nel porto quando il mare agitato fa urtare tra di loro le barche inormeggio.

  5. 5 JATTòN

    ZOMB U CTRL E Vè N’GùL ALL’URTLèN:STA AD INDICARE QUALCOSA DI SPIACEVOLE E INASPETTATO CHE CAPITA PROPRIO A CHI NON SE LO MERITA.PROPRIO L’ORTOLANO CHE HA PIANTATO E CURATO L’ORTAGGIO NE RIMANE COLPITO DA ESSO.

  6. 6 il manfredoniano

    leggi quello che scrivo ?

  7. 7 JATTòN

    cammnè p na mazz port port:chiedere l’elemosina.il barbone o il mendicante spesso si accompagnano con un bastone mentre bussano alle porte per chiedere un’offerta.

  8. 8 seppia

    Veriazioni sul tema.

    a mazz: il bastone, la mazza;
    a bott d’ mazz: ferire a colpi di bastone;
    ù mazz: la fortuna sfacciata, il culo;
    à m’nnezz: l’immondizia, il pattume;
    ì m’nnozz: i seni, le tette, anche una parte delle interiora delle seppie che in genere viene usata per completare il ripieno quando si cucinano con il sugo (i sicc’ chion’);
    ù m’zzon: il mozzone di una candela o la cicca di una sigaretta o una persona molto bassa;
    ì m’zzen: triglie di una misura media (come sistema di misurazione vengono usate due dita di una mano che si spostano lungo il dorso dell’altra);
    ù m’rlozz: il merluzzo;
    ù matarazz: il materasso. Ecco appunto. Buonanotte!!

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