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	<title>Commenti a: Lezioni di dialetto - 7a puntata</title>
	<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/</link>
	<description>Cultura, storie e immagini della manfredonia che tutti amano</description>
	<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 12:52:29 +0000</pubDate>
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		<item>
		<title>Di: Prozac.</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-118334</link>
		<dc:creator>Prozac.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 04:06:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-118334</guid>
		<description>&lt;strong&gt;Prozac....&lt;/strong&gt;

Prozac columbine methodist. Prozac nation movie. Prozac....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Prozac&#8230;.</strong></p>
<p>Prozac columbine methodist. Prozac nation movie. Prozac&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tonino 1939</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-81047</link>
		<dc:creator>Tonino 1939</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 06:34:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-81047</guid>
		<description>@ Thor64
Vai a vedere la lezione n. 11: troverai la spiegazione di Buatte e di Tavüte

http://www.manfredoniano.com/2007/01/07/lezioni-di-dialetto-11a-puntata/

Anche in italiano esiste Pastinaca, ed è un termine identico anche in spagnolo, portoghese, latino, e molto simile in tedesco e rumeno,(francese panais)che definisce la "pianta con radice carnosa, fusiforme alquanto gialla. Gli antichi le attribuivano ogni sorta di virtù". 
Deriva dal greco Panàkeia (lat. Panacèa)ossia: pan=tutto e àkos=rimedio.
Ho doovuto documentarmi consultando il dizionario etimologico italiano.

Siccome sono praticamente identiche allo carote gialle, il nome generico pastinaca indica anche quelle di Zapponeta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Thor64<br />
Vai a vedere la lezione n. 11: troverai la spiegazione di Buatte e di Tavüte</p>
<p><a href="http://www.manfredoniano.com/2007/01/07/lezioni-di-dialetto-11a-puntata/" rel="nofollow">http://www.manfredoniano.com/2007/01/07/lezioni-di-dialetto-11a-puntata/</a></p>
<p>Anche in italiano esiste Pastinaca, ed è un termine identico anche in spagnolo, portoghese, latino, e molto simile in tedesco e rumeno,(francese panais)che definisce la &#8220;pianta con radice carnosa, fusiforme alquanto gialla. Gli antichi le attribuivano ogni sorta di virtù&#8221;.<br />
Deriva dal greco Panàkeia (lat. Panacèa)ossia: pan=tutto e àkos=rimedio.<br />
Ho doovuto documentarmi consultando il dizionario etimologico italiano.</p>
<p>Siccome sono praticamente identiche allo carote gialle, il nome generico pastinaca indica anche quelle di Zapponeta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Thor64</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-79340</link>
		<dc:creator>Thor64</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 10:47:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-79340</guid>
		<description>Faccio presenti tre esempi di parole sipontine con evidenti riferimenti diretti presenti in altre lingue:
u' Tav(u)'t    vocabolo (credo) indicante il mezzo (carretto ??) con il quale si trasportavano i feretri dei defunti e, penso per estensione, passato poi o comunque utilizzato come sinonimo di bara. la parola deriva direttamente dall'arabo (come altre già citate) e l'ho sentita direttamente, con mio grande stupore, da alcuni ragazzi egiziani.

u' buat        barattolo, quasi sempre in latta o altro materiale metallico (alluminio) di diretta derivazione francese (consultare un qualsiasi vocabolario d'oltralpe per crederci)

a pastu'nek    la carota ma non una qualsiasi...i tedeschi per esempio indicano con la parola pastinaken un tipo specifico di carote.... e mi piacerebbe proprio sapere se quelle prodotte a Zapponeta siano di quella qualità...Agli esperti l'ardua sentenza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio presenti tre esempi di parole sipontine con evidenti riferimenti diretti presenti in altre lingue:<br />
u&#8217; Tav(u)&#8217;t    vocabolo (credo) indicante il mezzo (carretto ??) con il quale si trasportavano i feretri dei defunti e, penso per estensione, passato poi o comunque utilizzato come sinonimo di bara. la parola deriva direttamente dall&#8217;arabo (come altre già citate) e l&#8217;ho sentita direttamente, con mio grande stupore, da alcuni ragazzi egiziani.</p>
<p>u&#8217; buat        barattolo, quasi sempre in latta o altro materiale metallico (alluminio) di diretta derivazione francese (consultare un qualsiasi vocabolario d&#8217;oltralpe per crederci)</p>
<p>a pastu&#8217;nek    la carota ma non una qualsiasi&#8230;i tedeschi per esempio indicano con la parola pastinaken un tipo specifico di carote&#8230;. e mi piacerebbe proprio sapere se quelle prodotte a Zapponeta siano di quella qualità&#8230;Agli esperti l&#8217;ardua sentenza.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Grazia (la figlia di Tonino1939)</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42258</link>
		<dc:creator>Grazia (la figlia di Tonino1939)</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2006 15:53:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42258</guid>
		<description>...dovremmo trovare le foto... sicuramente babbo le ha ancora: altro che gli indovinelli!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;dovremmo trovare le foto&#8230; sicuramente babbo le ha ancora: altro che gli indovinelli!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania (l'altra figlia di Tonino1939)</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42210</link>
		<dc:creator>Stefania (l'altra figlia di Tonino1939)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2006 11:53:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42210</guid>
		<description>Io invece ritorno sugli sparroni arrostiti:
a tutti i Racioppa, vi ricordate quando abbiamo messo in subbuglio l'intera Foresta Umbra con un carico di sparroni freschi, arrostiti degnamente sulle fornacelle presenti in loco??

Credo che sia uno dei ricordi più belli della mia infanzia... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io invece ritorno sugli sparroni arrostiti:<br />
a tutti i Racioppa, vi ricordate quando abbiamo messo in subbuglio l&#8217;intera Foresta Umbra con un carico di sparroni freschi, arrostiti degnamente sulle fornacelle presenti in loco??</p>
<p>Credo che sia uno dei ricordi più belli della mia infanzia&#8230; <img src='http://www.manfredoniano.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: seppia</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42172</link>
		<dc:creator>seppia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 20:56:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42172</guid>
		<description>Avete detto che non importa se c'è qualche ripetizione. Bene allora ecco qualcosa:

sbaculète
è anche la persona distratta o che si dimentica facilmente le cose. Aggiungerei inoltre che spesso ci si può "sbacolare" anche a causa del comportamento confusionario di altre persone.

sc'mun't
(accidenti come è difficle scriverlo!) 
scimunito, andato di testa, rincitrullito o rinc......,
"madònn' e cumm'agghia fè ca stù mar't muj alla v'cchiej c'i sc'mun't appriss'i femm'n!" 

maccaron'
babbeo, tontolone. Non deriva dal famoso tipo di pasta bensì dal nome del pesce più fesso e povero che abita le acque del nostro golfo. 

spustète
matto, pazzo, spostato.

sbal'strète
è una persona che ha perso il suo equilibrio e i suoi valori e si trova quindi sbattuto da una parte all'altra dai marosi della vita.

...a dopo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avete detto che non importa se c&#8217;è qualche ripetizione. Bene allora ecco qualcosa:</p>
<p>sbaculète<br />
è anche la persona distratta o che si dimentica facilmente le cose. Aggiungerei inoltre che spesso ci si può &#8220;sbacolare&#8221; anche a causa del comportamento confusionario di altre persone.</p>
<p>sc&#8217;mun&#8217;t<br />
(accidenti come è difficle scriverlo!)<br />
scimunito, andato di testa, rincitrullito o rinc&#8230;&#8230;,<br />
&#8220;madònn&#8217; e cumm&#8217;agghia fè ca stù mar&#8217;t muj alla v&#8217;cchiej c&#8217;i sc&#8217;mun&#8217;t appriss&#8217;i femm&#8217;n!&#8221; </p>
<p>maccaron&#8217;<br />
babbeo, tontolone. Non deriva dal famoso tipo di pasta bensì dal nome del pesce più fesso e povero che abita le acque del nostro golfo. </p>
<p>spustète<br />
matto, pazzo, spostato.</p>
<p>sbal&#8217;strète<br />
è una persona che ha perso il suo equilibrio e i suoi valori e si trova quindi sbattuto da una parte all&#8217;altra dai marosi della vita.</p>
<p>&#8230;a dopo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: tonino1939</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42165</link>
		<dc:creator>tonino1939</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 18:28:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42165</guid>
		<description>Rispondo a Stefania: Quando uno è un po' svitato di cervello, si dice: jì sbaculéte, assemègghje a 'nu sbabbàcule, sté 'ndrunéte,ho perse i sendemènde.
Chi sa altre espressioni?
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rispondo a Stefania: Quando uno è un po&#8217; svitato di cervello, si dice: jì sbaculéte, assemègghje a &#8216;nu sbabbàcule, sté &#8216;ndrunéte,ho perse i sendemènde.<br />
Chi sa altre espressioni?<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Grazia (la figlia di Tonino1939)</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42141</link>
		<dc:creator>Grazia (la figlia di Tonino1939)</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2006 08:42:42 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42141</guid>
		<description>A proposito della ricetta, come cucina il pesce mamma....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito della ricetta, come cucina il pesce mamma&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tonino1939</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42108</link>
		<dc:creator>tonino1939</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 10:00:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42108</guid>
		<description>Quando ero giovinotto, verso i 17 anni, nel 1956, per fare una santa doccia con tutti i crismi, come mi avevano abituato nel collegio (acqua calda corrente a volontà!) io andavo Peppino il barbiere. Questi aveva dotato - forse come tanti altri barbieri - la stretta stanza da bagno della sua bottega con una bella doccia, con tanto di piatto e mattonelle pulitissime. Si pagava 100 lire, come un taglio di capelli. Si prenotava l'ora più propizia per non fare troppa fila e si usciva da casa con il nostro pezzo di sapone Palmolive e l'asciugamano grande (gli accappatoi non erano stati inventati, o sì?...). Gli arnesi per il trattamento dei capelli (fon, pettini, brillantina Tricofilina, Linetti o Brill-cream) stavano in bottega. Il suo scaldabagno elettrico consentiva solo due docce. Poi bisognava attendere che l'acqua arrivasse a temperatura se  qualcun altro voleva servirsene.
Abbiamo poi scoperto che il forno "Zappetella" aveva un sistema per ottenere acqua calda mentre cuoceva il pane. Si pagava qualcosa di meno, però bisognava alzarsi la mattina alle 7. Ci piaceva perché usciti dal bagno entravamo nell'ambiente contiguo, riscaldato dalle pagnotte in fila sugli scaffali: Che profumo!
Le ragazze, le mamme e le nonne per una pulizia a fondo si arrangiavano in casa, a "pizzeche e muzzeche..." 
Ri-Buona-Domenica a tutti!
Tonino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero giovinotto, verso i 17 anni, nel 1956, per fare una santa doccia con tutti i crismi, come mi avevano abituato nel collegio (acqua calda corrente a volontà!) io andavo Peppino il barbiere. Questi aveva dotato - forse come tanti altri barbieri - la stretta stanza da bagno della sua bottega con una bella doccia, con tanto di piatto e mattonelle pulitissime. Si pagava 100 lire, come un taglio di capelli. Si prenotava l&#8217;ora più propizia per non fare troppa fila e si usciva da casa con il nostro pezzo di sapone Palmolive e l&#8217;asciugamano grande (gli accappatoi non erano stati inventati, o sì?&#8230;). Gli arnesi per il trattamento dei capelli (fon, pettini, brillantina Tricofilina, Linetti o Brill-cream) stavano in bottega. Il suo scaldabagno elettrico consentiva solo due docce. Poi bisognava attendere che l&#8217;acqua arrivasse a temperatura se  qualcun altro voleva servirsene.<br />
Abbiamo poi scoperto che il forno &#8220;Zappetella&#8221; aveva un sistema per ottenere acqua calda mentre cuoceva il pane. Si pagava qualcosa di meno, però bisognava alzarsi la mattina alle 7. Ci piaceva perché usciti dal bagno entravamo nell&#8217;ambiente contiguo, riscaldato dalle pagnotte in fila sugli scaffali: Che profumo!<br />
Le ragazze, le mamme e le nonne per una pulizia a fondo si arrangiavano in casa, a &#8220;pizzeche e muzzeche&#8230;&#8221;<br />
Ri-Buona-Domenica a tutti!<br />
Tonino</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il manfredoniano</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42107</link>
		<dc:creator>il manfredoniano</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 08:09:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42107</guid>
		<description>sento ste cose sempre da mia madre...e a volte mi vengono i brividi per tutte le comodità a cui siamo abituati ora rispetto alla vita che si faceva prima.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sento ste cose sempre da mia madre&#8230;e a volte mi vengono i brividi per tutte le comodità a cui siamo abituati ora rispetto alla vita che si faceva prima.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: seppia</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42106</link>
		<dc:creator>seppia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Oct 2006 08:06:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42106</guid>
		<description>Buon giorno e buona domenica.
Vi propongo un risveglio “dialettale” ambientato in un tipico basso manfredoniano di qualche anno fa.
 
Ci si alza dal letto la mattina presto, in genere il suono delle campane scandisce le ore, e le prime necessità sono quelle corporali.
Pertanto subito la seduta sopra “ù ruagn”, si tratta del gabinetto, solo che non è la tazza fissata al pavimento bensì un grosso contenitore cilindrico mobile, posizionato in un punto nascosto della casa.   
Ancora assonnati si versa un po’ d’acqua gelida dalla “conc, ind’ù vac’jul”.
L’acqua (prelevata in precedenza alla fontana pubblica con piccoli secchi) viene conservata in una conca e da qui versata in una piccola bacinella di metallo posta su un treppiede che funge da lavandino per le abluzioni mattutine e per togliere dagli occhi “ì scazzill” (le cispe).
“U’ mann’l” è il telo che serve ad asciugare le mani e la faccia. 
Dopo le operazioni igieniche personali si passa ad una frugale colazione.
Si mette “à ciucculator” (la caffettiera) sul fuoco per aggiustarsi la bocca con “nù moff’l d’cafè” (un sorso di caffè) oppure con del pane raffermo ci si prepara “à zop’u latt’” (latte e pane con o senza caffè).
Chi necessita di maggiori energie si può preparare anche “ù pen ‘mboss a l’acq’ è l’uggh’” (pane, pomodoro, olio e sale) o “pen e fich’dign” (un bella fetta di pane con un fico d’india spremuto sopra).
A questo punto la giornata può cominciare.
“Liv ù varron’ e min’t for”. (Togli il lungo ferro che sbarra dall’interno la porta dell’uscio ed esci all’aperto).
Buona giornata a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buon giorno e buona domenica.<br />
Vi propongo un risveglio “dialettale” ambientato in un tipico basso manfredoniano di qualche anno fa.</p>
<p>Ci si alza dal letto la mattina presto, in genere il suono delle campane scandisce le ore, e le prime necessità sono quelle corporali.<br />
Pertanto subito la seduta sopra “ù ruagn”, si tratta del gabinetto, solo che non è la tazza fissata al pavimento bensì un grosso contenitore cilindrico mobile, posizionato in un punto nascosto della casa.<br />
Ancora assonnati si versa un po’ d’acqua gelida dalla “conc, ind’ù vac’jul”.<br />
L’acqua (prelevata in precedenza alla fontana pubblica con piccoli secchi) viene conservata in una conca e da qui versata in una piccola bacinella di metallo posta su un treppiede che funge da lavandino per le abluzioni mattutine e per togliere dagli occhi “ì scazzill” (le cispe).<br />
“U’ mann’l” è il telo che serve ad asciugare le mani e la faccia.<br />
Dopo le operazioni igieniche personali si passa ad una frugale colazione.<br />
Si mette “à ciucculator” (la caffettiera) sul fuoco per aggiustarsi la bocca con “nù moff’l d’cafè” (un sorso di caffè) oppure con del pane raffermo ci si prepara “à zop’u latt’” (latte e pane con o senza caffè).<br />
Chi necessita di maggiori energie si può preparare anche “ù pen ‘mboss a l’acq’ è l’uggh’” (pane, pomodoro, olio e sale) o “pen e fich’dign” (un bella fetta di pane con un fico d’india spremuto sopra).<br />
A questo punto la giornata può cominciare.<br />
“Liv ù varron’ e min’t for”. (Togli il lungo ferro che sbarra dall’interno la porta dell’uscio ed esci all’aperto).<br />
Buona giornata a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tonino1939</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42103</link>
		<dc:creator>tonino1939</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2006 22:10:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42103</guid>
		<description>Il ventaglio per ravvivare il fuoco di carbonella consisteva in un telaietto di legno, fornito di manico, sul quale erano infisse le piume della coda della "viccia" (tacchino. L'arnese, leggero ed efficace, è stato sostituito da ventagli dilegno compensato incastrato in un manico: Forse durava di più, ma non era la stessa cosa!

Veniamo ora alla cultura: SPARRONI IN UMIDO ALLA SIPONTINA.

In una teglia larga mettere un mezzo bicchiere di olio, due spicchi di aglio tagliati in 4, prezzemolo, basilico e una decina di pomodorini schiacciati; mettere tutti insieme sul fuoco moderato e far cuocere un po' in sughetto; aggiungere un mezzo bicchiere di acqua, aggiustare di sale e coricarci sopra gli sparroni già puliti; farli cuocere un po', girarli dall'altro lato e completare la cottura; per dare un tocco in più di classe, aggiungere un pizzico di origano e una punta di pepe o peperoncino; un bollo e togliere il tegame dal fuoco.
Se il pane è duro va ancora meglio, perchè bisogna inzupparlo nel sugo fino a farlo ammollare ben bene.
Le vostre mamme  cuociono gli sparroni sicuramente in questo modo. 
Una variante: invece di porre tutto insieme a cuocere, si mette prima olio e aglio,  si fa soffriggere appena appena, e si toglie. Dopo di questa operazione bisogna mettere a cuocere i pomodorini con prezzemolo e il basilico come per la ricetta base.
Che addòre ca ce sènte!
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il ventaglio per ravvivare il fuoco di carbonella consisteva in un telaietto di legno, fornito di manico, sul quale erano infisse le piume della coda della &#8220;viccia&#8221; (tacchino. L&#8217;arnese, leggero ed efficace, è stato sostituito da ventagli dilegno compensato incastrato in un manico: Forse durava di più, ma non era la stessa cosa!</p>
<p>Veniamo ora alla cultura: SPARRONI IN UMIDO ALLA SIPONTINA.</p>
<p>In una teglia larga mettere un mezzo bicchiere di olio, due spicchi di aglio tagliati in 4, prezzemolo, basilico e una decina di pomodorini schiacciati; mettere tutti insieme sul fuoco moderato e far cuocere un po&#8217; in sughetto; aggiungere un mezzo bicchiere di acqua, aggiustare di sale e coricarci sopra gli sparroni già puliti; farli cuocere un po&#8217;, girarli dall&#8217;altro lato e completare la cottura; per dare un tocco in più di classe, aggiungere un pizzico di origano e una punta di pepe o peperoncino; un bollo e togliere il tegame dal fuoco.<br />
Se il pane è duro va ancora meglio, perchè bisogna inzupparlo nel sugo fino a farlo ammollare ben bene.<br />
Le vostre mamme  cuociono gli sparroni sicuramente in questo modo.<br />
Una variante: invece di porre tutto insieme a cuocere, si mette prima olio e aglio,  si fa soffriggere appena appena, e si toglie. Dopo di questa operazione bisogna mettere a cuocere i pomodorini con prezzemolo e il basilico come per la ricetta base.<br />
Che addòre ca ce sènte!<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il manfredoniano</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42100</link>
		<dc:creator>il manfredoniano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2006 15:30:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42100</guid>
		<description>SU vecchio caro Manfredonia on line c'erano delle bellissime foto di sbarroni  ( o sparroni )

Vedro di recuperarle....c'erano degli sfondi per desktop fatti con queste foto :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>SU vecchio caro Manfredonia on line c&#8217;erano delle bellissime foto di sbarroni  ( o sparroni )</p>
<p>Vedro di recuperarle&#8230;.c&#8217;erano degli sfondi per desktop fatti con queste foto <img src='http://www.manfredoniano.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Di: seppia</title>
		<link>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42099</link>
		<dc:creator>seppia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2006 14:57:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://www.manfredoniano.com/2006/10/11/lezioni-di-dialetto-7a-puntata/#comment-42099</guid>
		<description>Sparroni alla maniera sipontina (mmmh, sap'rt), il Signor Tonino è pregato di rendere pubblica la ricetta. 
Per quanto mi riguarda, ritengo che la morte degli sparroni sia quella sulla brace: 
comprate una bella "spasetta" di sparroncelli di media misura, cacciate la "fornacella" e accendete il fuoco, mentre i carboni si consumano (se avete ancora uno di quei ventagli di legno con le penne di ali di uccello, usatelo)  pulite delicatamente il pesce e preparate a parte un poco di olio extravergine di oliva con dei semi di finocchietto che servirà per condire il pesce, quando il fuoco è stemperato poggiate gli sparroni sulla "raricola" e dopo la cottura desiderata portate in tavola.
Il profumo degli sparroni arrostiti è uno degli odori caratteristici della nostra città.
Arrostire (e mangiare) sparroni non è solo alta gastronomia, è anche un'attività culturale!
Meditate gente, meditate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sparroni alla maniera sipontina (mmmh, sap&#8217;rt), il Signor Tonino è pregato di rendere pubblica la ricetta.<br />
Per quanto mi riguarda, ritengo che la morte degli sparroni sia quella sulla brace:<br />
comprate una bella &#8220;spasetta&#8221; di sparroncelli di media misura, cacciate la &#8220;fornacella&#8221; e accendete il fuoco, mentre i carboni si consumano (se avete ancora uno di quei ventagli di legno con le penne di ali di uccello, usatelo)  pulite delicatamente il pesce e preparate a parte un poco di olio extravergine di oliva con dei semi di finocchietto che servirà per condire il pesce, quando il fuoco è stemperato poggiate gli sparroni sulla &#8220;raricola&#8221; e dopo la cottura desiderata portate in tavola.<br />
Il profumo degli sparroni arrostiti è uno degli odori caratteristici della nostra città.<br />
Arrostire (e mangiare) sparroni non è solo alta gastronomia, è anche un&#8217;attività culturale!<br />
Meditate gente, meditate.</p>
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