Gli sbarroni sulla “furnacelle”
Pubblicato il 15 Ottobre, 2006 in Foto della settimanaVisto che ci sono state pressanti richieste nei commenti…
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15 Risposte a “Gli sbarroni sulla “furnacelle””
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Gente qua dobbiamo smetterla…pensate a noi poveri universitari…siete senza cuore…
Su manuela,
meglio questi che niente…
Poi puoi sempre rifarti quando torni a casa…
Gnam gnam
Che invidia…
ragazzi che dire….cercherò di farveli vedere più da vicino anche…
Dovresti cercare di farceli mangiare magari…cmq avremo pazienza!
Ma poi una curiosità, chi userebbe questa immagine come desktop? mah…buon appetito a tutti
beh hai ragione….vi verrebbero delle crisi di fame…non potendoli mangiare subito
Chi userebbe questa foto come desktop?
Ma come!! Questa è un’immagine “cult”!!
Grazie a ilmanfredoniano per la bella e …appetitosa fotografia, simbolo di un popolo marinaro, laborioso e frugale, ma amante dei semplici e veri sapori della cucina mediterranea.
L’immagine è una mirabile sintesi di sapori e di colori, notate le sfumature argentee dei pesci e la doratura delle carni sulla brace, si può percepire il penetrante profumo che sprigionano gli sparroni, un profumo che ci resta sulla pelle e nei capelli per intere giornate.
E’una natura morta, ma anche una natura viva e vitale per noi affamati di mare, di sole e di pesce.
“Sparroni sulla fornacella”, foto-manifesto di una città che viene dal mare, vive il suo rapporto simbiotico con il mare e trae dal mare il suo nutrimento.
Pur nella sua bontà e fragranza, “Sparroni sulla fornacella” rappresenta comunque un raro esempio di semplice essenzialità, tipica caratteristica delle genti di mare. Infatti, lo sparrone potrebbe essere definito come l’archetipo del sipontino, un individuo che viene dal mare, spinoso nell’approccio, ma alla fine gustoso e leggero.
Alle solite voci critiche che rifiutano di fare del cibo il simbolo di una comunità, rispondiamo che, se è vero che siamo quello che mangiamo, cibandoci di sparroni si diventa sipontini, ma per essere veri sipontini non basta solo mangiare sparroni.
Bene, a parte lo scherzo, che spero non abbia tediato, ringrazio il manfredoniano per la bella immagine già salvata.
Saluti.
che fame…a me non fanno manco mettere la fornacella sul balcone…per le regole condominiali non si puo..sob sob

Dice ’seppia’ che per essere veri Sipontini non basta “solo” mangiare sparroni.
Verissimo, e lo sanno tutti: SI DEVE MANGIARE LA RUCA DI SIPONTO!!! Una volta assolto questa semplice imposizione si è Sipontini a tutti gli effetti, sotto la protezione di Sante Lavrìnze, amante dei forestieri pieni di iniziative, benvenuti nella nostra terra.
Ciao
Grande Tonino non ti sfugge niente!
Ma se chiami in causa Sante Lavrinze allora non ci si può esimere dal tirare in ballo un altro ingrediente decisivo nella formazione e nella crescita dei sipontini.
Il nostro Santo Patrono, elargendo generoso la sua benedizione, cosantemente rammenta al suo gregge che il nutrimento dello spirito è la preghiera, ma ci ricorda inoltre che anche il corpo ha bisogno di nutrirsi e con inequivocabile gesto e maestoso esempio, indica ai buoni sipontini la strada da seguire.
Ne vogliamo parlare?
Che è la storia dei trecento fichi d’India?
…direi di si.
Come vedete, buon sangue non mente: anche noi “manfredoniani di seconda” conosciamo le tradizioni!
MADONNA RAGAZZI!!vivo a Cervia da un po di anni e sento parlare di pesce buono da tutti i romagnoli!!BRANZINO,ORATA,CROSTACEI VARI,e chi piu’ ne ha piu’ ne metta!ma io mi chiedo……..POTRNNO MAI PARLARE D PESCE BUONO SENZA AVER ASSAGGIATO GLI SBARRONI SULLA “FURNACELLE”???!!!!Mi sta venendo l’ acquolina solo a guardarli!!!UN SALUTO A TUTTI IMANFREDONIANI IN GIRO PER L’ ITALIA!!
Caro Caluccio,
io vivo in Romagna da 15 anni e ti assicuro che sulla riviera romagnola il nostro pesce se lo sognano….ci sono dei ristoranti di Cesenatico che fanno arrivare il pesce tutte le settimane da Manfredonia, De Cristofaro gli fa questa cortesia…
Poi se lo spacciano come pesce fresco locale, ma è il nostro pesce Manfredoniano!!!!
Altra cosa che non sanno assolutissimamente fare è cucinarlo: pensa che usano il semolino per condire gli scampi (Ristorante rinomatissimo sul porto canale di Cesenatico!!!)…madò …da voltastomaco: usano salse e salsine perchè mescolano un pò di pesce fresco insieme a quello decongelato e devono coprirne i sapori e la consistenza…mudd mudd :P…BleaK!
E non serve spostarsi verso Rimini, Misano, Cattolica o verso Cervia, Milano Marittima: la maggior parte è congelato o proviene dalla Spagna (non hanno idea di cosa sono le zanghette), mangi male e paghi bene.
Per sopravvivere bisogna abituarsi a mangiare Pida e Parsot (piadina e prosciutto), ‘e Caplèt (i cappelletti), ‘e Baghèn (lett. il porco, in tutte le salse …)
Chiaramente, questo spiega perchè qua i trentenni hanno il colesterolo a 300…(l’ultima volta che ho fatto le analisi del sangue il mio medico era sconvolto: mi ha chiesto quale era la mia dieta, visto che avevo il colesterolo nella norma!)
Un carissimo saluto a tutti,
al mitico Manfredoniano,
a Tonino Racioppa (avevo risposto alla tua mail ma forse non l’hai ricevuta?)
a Mambr, a Francio
vi invio tantissimi auguri di Buona Pasqua!
Intensity