Ieri ed oggi: seduti nella villa comunale
Pubblicato il 4 Novembre, 2006 in Foto della settimanaNello stesso punto….come era ieri e come è oggi

foto-cartolina di: Umberto Capurso

11 Risposte a “Ieri ed oggi: seduti nella villa comunale”
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Caro Luigi,
mi è venuto un brivido ed una grand’emozione nel rivedere all’improvviso quest’immagine.
Il luogo dove il nonno ed io andavamo spesso, lui s’incontrava lì il pomeriggio con i suoi amici ed io che giocavo lì vicino a loro, ogni tanto ascoltando qualche racconto della loro gioventù, della guerra o altro e verso l’inizio d’apertura del cinema Impero iniziava a suonare della musica che proveniva dal megafono (spero che ho scritto giusto) situato nella finestra sull’entrata del cinema e stavamo lì ad ascoltare le canzoni attuali, ricordo ancor oggi il suono della canzone “Vola Colomba” di Nilla Pizzi che cantava;
“…Tutte le sere m’addormento triste
E nei miei sogni piango e invoco te
Anche il mi vecio te sogna
Pensa alle pene sofferte
Piange e nasconde il viso tra le coperte
Vola, colomba bianca, vola
Diglielo tu
Che tornerò…”
Quante volte ho ricantato questa canzone in Germania, ricordandomi di questo momento felice con mio nonno, o allorché mi riprendeva la nostalgia del paese, ma… ritornare? Dove, i ricordi sbiadiscono, i luoghi spariscono, il paese svanisce!
Ed io sto qui con i miei ricordi ed ormai non so più cosa sono, tedesco, italiano, manfredoniano oppure un povero “fesso” che vive di ricordi?
Grazie amico, per un attimo sono ritornato al mio paese… era bellissima Mambrdonje!
Caro Umberto,
noi siamo solo seduti su due sedie (come dico sempre io), perche´ siamo Italiani (con le nostre radici che non si dimenticano mai) e Tedeschi (perche´ viviamo e lavoriamo qui dove abbiamo avuto quello che la nostra Terra d´origine non ci ha potuto dare).
Anch´io mi sono commossa a riguardare queste immagini, in quanto mi hanno portato indietro nel tempo e a ricordare della fanciullezza di quando con le amiche c´incontravamo alla villa …..
Poi, il primo ragazzo (il primo amore non si scorda mai): non c´erano altri posti dove andare e molto spesso ci si intratteneva alla villa fino ad una cert´ora.
Comunque, bella la cartolina e bella la foto, ti auguro una buona domenica e un buona settimana.
Ke belle quelle di “ieri”le ricordo volentieri in qualke foto dell infanzia”non ke ora sia troppo grande”…ma avevano un aria caratteristica…insomma mi piacevano di piu
manfredoniano gentilmente la versione ad alta risoluzione di quella antica…cm al solito grazie anticipatamente
ma dai che bella canzone, una lacrima cola sul mio viso senza neppure che me ne accorgo,anche vicini alla nostra Italia siamo lontani Dio che destino partire é un po morire diceva Gabriele D’Annunzio, ed é vero
grazie amico
Sono appena tornato dalla Germania doopo solo 10 giorni di permanenza.
Ragazzi, sono ormai tante volte che vado nel Paese di Beethoven, di Goethe, ecc. Mi piace tutto della Germania: l’ordine, il verde, la pulizia, i laghi, i boschi, la vivacità della gente (checché se ne dica, la sbalorditiva puntualità. Eppure…
Le uniche parole “tedesche” che ho riconosciuto sono quelle che vedevo scritto…. sui banchi del Supermercato:
“Barilla” “Lavazza” “Zucchini” “Broccoli” “Salami”
“Buitoni” “Mozzarella” “Vino Primitivo di Manduria”. Ma davanti alla TV mi sembravo un mezzo scemo, perché senza capire i dialoghi, non capivo un tubo di niente.
La partita di calcio Milan-Liverpool anche senza audio andava bene lo stesso.
Sull’aereo che mi ha riportato a casa, l’equipaggio non si esprimeva in italiano, ma in tedesco e in inglese. Quindi tutti i loro avvisi se li dicevano e se li capivano da sé stessi. Risultato: appena sbarcato senti una frase mezza in italiano e mezza in barese, e allora ti accorgi di quanto timanca l’Italia in generale, con tutti i suoi casini e i suoi difetti, e la propria terra di origine in particolare!!!
Bentornato Tonino.
Alla tua sintesi - nella quale, come sempre, cogli molto bene il senso delle cose - rispondo con le parole di un grande scrittore italiano che propongo alla riflessione tua e degli altri amici:
“Le cose si scoprono attraverso i ricordi che se ne hanno. Ricordare una cosa significa vederla - ora soltanto - per la prima volta” (C. Pavese)
Un saluto a tutti ed un invito ai bravi fotografi a continuare la rubrica dello “Ieri ed oggi”.
Carissimo amico,
tempo fa veci leggere a una mia amica, una poesia che avevo appena scritto chiedendole il suo parere e lei mi rispose, Umberto è bellissima ma… come al solito nostalgica.
Tonino vedi, a te è mancata l’Italia dopo 10 giorni, a me manca da 40 anni e non devo essere nostalgico?
Tu sei ritornato a casa tua, la mia non esiste più.
Tu ritorni al tuo paese, il mio dov’è? Al suo posto adesso c’è una città a me sconosciuta.
Tu ritrovi i tuoi amici, i miei anch’essi sono ormai andati via.
Tu sai dove “appartieni”, ma io?
Per farti capire il mio stato d’animo eccoti la poesia che scrissi allora.
Io sono…
Un albero di Pino
uno dei tanti del mio vecchio paese
come anche un abete di dove or vivo
dalla mia terra natale asportato.
Sono un albero con due tronchi
uniti alla base da un unica radice
amo il sole come anche la neve,
anche se parlo la lingua di un altro paese
son fiero delle mie origini e del mio dialetto pugliese.
Un albero un po’ diverso da altri
nella mia culla lì la mia radice è rimasta
da ricordi sbiaditi ogni tanto ne viene irrigata.
È bello,
ma anche logorante aver due anime,
dovrei sceglierne una?
Solo un’unica tronco…
quale dei due è il mio, qual’è quello vero?
Guardate quest’albero, così non è bello?
Di tutto a preso il migliore
fede ed amore,
No!
Non vorrei rimetterci un ramo nemmeno
vorrei restar così come ero è or sono.
Non mi sento importante né di voi migliore,
anch’io ho una radice ed un cuore
anch’io sono un albero uno dei tanti.
Che colpa ne ho se possiedo due anime?
Sono… un emigrante!
U.Capurso
Mambrdonje…
se guardi bene hai più di due anime…
ogni persona ha infinite anime…una per ogni posto che vede,perchè ti entra dentro e non ti abbandona più.
Perchè il mondo è bello tutto da vedere,certo è bello tornare nel proprio nido(dovunque esso sia),ma,almeno per come la penso io in questo momento,è stupendo poter avere la possibilità di conoscere nuova gente ,nuovi posti.
Se nella vita si potesse avere diritto di replica,sceglierei di studiare per fare la carriera diplomatica per aver la possibilità di vivere,nel corso della vita,in diversi luoghi del mondo…
Lo nostalgia la si può fregare tornando spesso nel luogo natio…purtroppo non sempre è possibile,bisogerebbe essere un Paperon de De Paperoni
)
Ciao Apple,
quello di cui tu parli sono ricordi, ed i ricordi di una Città li posso avere essendoci stato li per un paio di giorni, ma io qui ci vivo una vita, ho una famiglia, casa, parenti ed amici, quindi è come il mio paese nativo, solo che non ci son nato, ma ho vissuto più qui che in Italia!
Ecco cosa sono i due “tronchi”, “le due anime” = due paesi ma una radice, (Manfredonia).
Io ho visitato l’Italia dalla Sicilia a Bolzano, la Germania Da Monaco ad Amburgo, ma lì ho solo dei ricordi e basta, ma vivendoci in un luogo per un determinato tempo, allora ti nasce un altro „Tronco”, un’altra anima.
Chiedi a Maria Panza la giornalista, cosa ne pensa lei di tutto ciò.
Ciao a presto Umberto
CARO UMBERTO.
come ti capisco sono appena 15 anni che vivo a san donato e non vedo l’ora di tornare a MANFREDONIA. comunque voglio dirti che riesci sempre a commuovermi quando parli dei tuoi ricordi perche i miei sono uguali ai tuoi. UN ABBRACCIO