Lezioni di dialetto - 10a puntata
Pubblicato il 7 Dicembre, 2006 in Cultura, Lezioni di dialettoA cura di Tonino Racioppa
Ecco il clima natalizio che si respirava a Manfredonia, prima della comparsa di Babbo Natale, che non appartiene alla nostra cultura: (“before Santa-Klaus”):
Sanda Cungètte, a Natéle diciassètte. : Un modo mnemonico per contare i giorni che mancano al Natale dall’8 dicembre (proclamazione del Dogma della Immacolata Concezione di Maria = concepita senza peccato = concepta = Concetta).
Sanda Lucïje, a Natéle a tredicïne: Come sopra. Cioè dal giorno di Santa Lucia (13 dicembre) a Natale ci vogliono 13 dì. Tredicina, detto sulla scorta di decina o dozzina.
I ‘mbrìgnele: Pasticci in genere che si preparano intorno a Natale:
Pèttele: Pasta lievitata morbida fritta in abbondante olio di oliva. (eccovi un bellissimo video riguardante la frittura delle pettole)
Cartelléte: Fettuccia di pasta dolce, ritagliata con la rotellina, ripiegata e avvolta a spirale. Fritta e ricoperta di miele. Tipica pugliese.
Nanarìlle: Tocchetti di pasta dolce, fritti e ricoperti di miele o vino-cotto, ossia mosto bollito e addensato. In Campania si chiamano “struffoli”, in Sicilia “porcedduzzi”
Cavezungìlle: calzoni (farciti di miele, o ricotta, canditi) Anticamente si riempivano di ceci lessati e miele. (eccovi lla frittura dei cavezungille in video)
Puperéte : Taralli dolci. Speziati con cannella e chiodi di garofano.
Mustacciùle: Biscotti di farina, zucchero, mandorle tritate e cannella, tagliati a forma romboidale.
Scavetatìlle: Biscotti salati all’olio di oliva e al finocchietto. Ottimi quelli prodotti dal tarallificio Nella. Prima si lessano, e poi si infornano.
Quanda ciangularïje ca ho fàtte màmme! Ce vöde pròprje ca sté ‘rrevànne Natéle
25 Risposte a “Lezioni di dialetto - 10a puntata”
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Tonino te sì scurdét i menn-l att-rrét…
Intensity
Ottime le mandorle….tutte nere ricoperte di cioccolato…che ti sporchi le labbra e le dita solo a guardarle
come si chiamano invece le mandorle con lo zucchero?
Ciao Wendy,
al manfredoniano quando gli viene l’acquolina e non capisce più niente…
Le mandorle con lo zucchero caramellato (da cui si faceva anche “a caramell a v-rt”, chiedo conferma a Tonino) sono “i mennl attrret”, le mandorle atterrate (forse perchè venivano depositate ad asciugare su di un piano di marmo e spianate).
Sono anche il ripieno de “l’ostia chion”.
Poi ci sono le mandorle al cioccolato, che sono la versione moderna e “benestante” delle mandorle atterrate.
Io la settimana prima di Natale preparo:
le mandorle con il cioccolato fondente
le nocciole con il cioccolato al latte
i datteri con il cioccolato bianco
e…DULCIS in fundo
e all’ultimo momento
i datteri con il mascarpone
(che non sono manfredoniani, msò sapr-t).
Aumento di 1 kg. solo a pensarci..
Ciao a tutti,
Intensity
@ Intensity, pozze vènni a sapreje chicchè cösse?
Wendy, ma tu che lingua parli l’eggiziano? §*+’#Xß
nella fretta di scrivere in geroglifico ho messo una g in più. Mi vergogno e me ne vò
Magari!!
Volevo chiarire proprio questa omonimia..molti chiamano mennl attrrète le mandorle con lo zucchero, altri si riferiscono a quelle col cioccolato…mettetevi d’accordo!! :)PS:lo sapevate che a Santa Lucia si preparano le fave bollite? (non so che significa però…eheheh!!)
e tu che ci preparerai per Santa Lucia ?
Offri a casa tua ?????
Dai dai !!!
Wendy la tradizione di preparare le fave “aggracciate” per Santa Lucia credo sia dovuta al fatto che santa lucia (in quanto protettrice della vista) viene rappresentata con in mano un piatto con sopra gli occhi. Le fave rappresentano in qualche modo gli occhi sul piatto… penso.
Canzoncina di Natale:
“Mo vene natéle, mo vene natéle,
facime i pèttele e in cartellète,
i nannarille e i cavenzuncille.
Natèle cu musse de iònte,
e dope Natèle facimme li conte.
A mangè te vene lu guste
e a pajé te vene la soste”.
Ma che offri,quest’anno non potrò prepararvi niente causa lavoro…mica le faccio di notte le torte??
Grazie Francio, le tradizioni hanno una fantasia!! 
Caro Umberto,
se potessi, farei fare un assaggino a tutto questo belliZZimo Forum, che leggo quotidianamente e che mi fà sentire Viscinaviscina a casa mia.
Mi sono dimenticata i dolcetti fatti con la pasta di mandorle…(palline di pasta reale siciliana annegate nella cioccolata fusa…acQQuolina…)
poi quest’anno vengono quassù al Nord Mammina e Babbo che sicuramente mi porteranno i cavezungill e i cartllet.
Così potrò mangiarmi
una squisita ciambottina
qui in terra padana…
Vi anticipo che nel “Polepe ‘nzalete”
oltre a tocchetti di patate,
quest’anno aggiungerò
pezzetti di porcini…
pare sia un connubio sublime per palati sopraffini…
Vi faccio sapere…
E voi cosa avete nel vostro menù?
Un salutone a tutti,
Intensity
Intensity, nel polepe ‘nzalete ci va solo il polpo, il prezzemolo, l’aglio, l’olio, l’aceto e il sedano.

Che so’ sti patène??? Quelle le servono al nord con la “piovra”…
Quindi, se vuoi metterci patate e porcini, non puoi chiamarlo “polepe ‘nzalete”!
Inventati un nome piu’ nordico, che so: “fantasia tre P” (polpo, patate e porcini)
Intensity, ma guard tojè mò cà cumbènete,a meje mò stì cose bell chi lì porte?


Pollep e cartellet, Madonn de Seponde e chì me lì deje?
Sè moje… uì jüie jove nà femmene anginde, dimme toje à cumme ajöva feje?
Saluti dalla fredda Germania, Umberto.
@ Francio
Concordo con il tuo integralismo, ma ti suggerisco vivamente si assaggiare la Po.Pa.Po. (le 3 P…mi fa associare ben altro).
Per potersi definire integralisti a 360°, bisogna sperimentare e lasciarsi contaminare (solo così si ritorna “au polepe ‘nzalete”).
@ Umberto
Hai ragione…ho esagerato…ma tra addobbi natalizi e alchimie culinarie non posso resistere a postare di ciangularie e leccornie varie…
Dicci in germania cosa propone la tradizione natalizia…sicuramente ci saranno dei piatti altrettando buoni…
Ciao!
Qui a Matera si usano esattamente le stesse cose che fanno a Manfredonia, cioè cartellate, calzoncini, mostaccioli, biscotti alle mandorle, ecc.
Una novità mi ha piacevolmente sospreso nell’assaggiare delle belle pettole calde.
A Manfredonia le nostre mamme nella pasta delle pettole talvolta, non sempre, mettevano dei pezzettini di baccalà lessati.
Qui invece - ogni tanto - o mettono dei pezzi di acciuga salata, oppure dei chicchi di uva passa! In quest’ultimo caso il gusto dolce-salato non disturba, anzi!….
A Milano fanno le frittelle,che sono praticamente le pettole,ma di forma circolare e più sottili…appena tolte dall’olio le passano nelle zucchero.
Sembrano diverse,ma nella sostanza sono identiche.
Ciao a tutti,in mezzo a tutte queste leccornìe mi vengono in mente altri prodotti tipici:
i “scagghiuzz” i “turcnill” e i “farrèt”.
Madonn quand so saprèt!
@Intensity:
in Germania la tradizione natalizia è concentrata essenzialmente sul “dolce”. Già dai primi di dicembre, ovunque si vada, si percepiscono gli aromi tipici di questa tradizione: cannella, chiodi di garofano, coriandolo, cardamomo…
Il dolce più tipico quindi è sicuramente il “Lebkuchen”, un dolcetto aromatizzato appunto con cannella e chiodi di garofano e ricoperto di glassa, o lo “Spekulatius”, con gli stessi aromi ma più simile ad un biscotto e dalle tipiche forme “natalizie”.
Poi c’è la simpatica tradizione dei dolcetti di pasta frolla (Plätzchen), che in genere si fanno in casa per “tenere occupati” i più piccoli; le mamme stendono la pasta frolla e i bimbi ritagliano i dolcetti con delle apposite formine metalliche.
Tenuto conto anche del clima rigido, non si può mancare di citare il “Glühwein” - vino caldo e aromatizzato con amaretto, cannella, chiodi di garofano e bucce di arance. Ce ne sono diverse varianti con aggiunta di alcoolici più o meno “pesanti” - a seconda del freddo, suppongo:-)
Chiedo scusa a Intensity per non aver risposto e grazie a Stefania per averlo fatto al mio posto, ma avevo rimandato al giorno dopo e poi l’ho dimenticato.
Vedo che Stefania l’ha fatto ottimamente, (da quanto tempo sei in Germania?).
Io nel Glühwein ci metto un po’ di sambuca, ohhhhh com’e buono e riscalda.
Hai provato il cappuccino con un po’ di (Schuß) Jägermeister?
Ciao Mambrdonje, vivo in Germania da 13 anni, anche papà ogni tanto mi viene a trovare.
Gli alcoolici non li reggo molto purtroppo, quindi anche col Glühwein ci vado piano. E poi a che mi serve, domani parto per l’Italia, mi riscaldo al sole lucano…
Buone feste!
Cappuccini con Jägermeister ???
Ma domani lo provo subito Umberto !
Ciao Tonino,durante le feste sono stato con i parenti,con gli zii e con i nonni,ho sentito tanti di quei termini e soprannomi dialettali da farmi rabbrividire.
Che spettacolo mia nonna che mi ordinava così:
“Min a ròt e appann a port ca c send u fit i pettl”
oppure:
“Luet quidi cavzungill da nanz a cod ca quist ni fann durè da Natel a Sand Stefn,n m dann mang u timb d vultarl jind u mòl ca già ci so faluppèt tutt quand”
Poi sempre mia nonna,riferendosi a due dei miei cugini,dei quali uno è un gran mangione e l’altro non mangia quasi nulla,ha sentenziato così:
“Né quand so bell,c so assettet a fiang,jun c fròc a Crist p tutt l’apostl,nat assemegghje ca c ste mangiann u tusc,qued past a fe acchianghè”
Vorrei chiederti da dove deriva il termine “Appenn i vsazz”.
So che il significato letterale è: “appendere le bisacce” e che il significato figurato è: “Innamorarsi,prendere una cotta”,ma sono proprio curioso di sapere qual’è il nesso tra i due significati.
Caro Jattöne,
mi ha divertito il parlare colorito della tua simpaticissima nonna: credo che, per correttezza, tu abbia depurato il testo di qualche “ca***!” che sicuramente c’è scappato….
Per il modo di dire “appenne i vesazze” ritengo che significhi questo: è inutile che io vada a cercarla per mari e per monti: ecco, ho trovato in questa fanciulla le doti che la renderà la madre dei miei figli….Lascio qui le bisacce! Ormai ho trovato quello che cercavo: è inutile che vada ancora a cercare.
Un altro significato di questo modo di dire va ricercato nel comportamento dell’approfittatore: è venuto una volta a chiedere un favore, ed ora viene sempre a chiedere qualcosa a me, sapendo che non so dire di no. Ha appeso le bisacce in questa casa, tanto non va mai via a mani vuote.
Ripeto ancora volta, il mio modo di dinterpretare le frasi non deve intendersi infallibile come il vangelo : si tratta sempre di un mio parere,una mia opinione, e come tale, sempre opinabile.
Buon anno a tutti!