A cura di Tonino Racioppa

Alcune parole di derivazione straniera

Ammanàzze (‘u timbe) = spagnolo Amanacer (pronuncia amanassér)= Minacciare, incombere del cattivo tempo.

Buàtte sm = francese Boite sf (pronuncia buàtt) = Scatola di latta (per i cibi) o anche di legno o di cartone (per le scarpe, le camicie, i cioccolatini, il vino e per indicare un contenitore in genere)

Cabbarè sm = francese Cabaret (pronuncia cabaré)= Guantiera, vassoio metallico da cameriere. Noi intendiamo quella vaschetta di cartoncino per contenere i dolci acquistati in pasticceria (‘a uandire e ‘a uanderèlle).

Chenzöle sf = francese Console (pronuncia consòll)= Ripiano fisso, con mensola di marmo, sorretto da telaio con gambi di legno intagliato. E’ sempre completato da uno specchio, la cui cornice si armonizza con lo stile e con le intagliature della chenzöle sottostante.

Cöre sm = francese Coeur = (pronuncia esatta come il nostro dialetto) = Cuore

Cuché vt = francese Coucher = nel francese moderno si pronuncia cuscé, ma ritengo che nel XV secolo gli Angioini (gli occupanti francesi  di Carlo d’Angiò-Anjoux)  dovessero pronunciare cuché, così come è rimasto nel nostro dialetto = Coricare, mettere a letto. Si dice anche “Vàtte cùleche” sulla falsariga del francese “va-te couche

Ecrù agg = fr. Écru = greggio, specialmente riferito a stoffa non ancora colorata, che trova impiego tel-quel  (altro francesismo) in lavori di sartoria

Frisöle sf = francese Friteuse = Padella di ferro o di alluminio usata in genere per friggere, specialmente pesci.

Fumìre sm = francese Fumier = Letame organico usato per concimare.

Gattò sm = francese Gateau (pron. gató) = Torta (dolce o salata).  Chiedete alle vostre mamme se conoscono il famoso gattò di patate. Una delizia al forno, molto morbida e profumata

Palettò sm = francese Paletot = Cappotto, pastrano.

Palómme sm = spagnolo Paloma = Colombo, piccione

Platò sm = francese Plateau (pronuncia plató) = Vassoio. Noi intendiamo quelle cassette di frutta basse, a un solo strato, come quella delle pesche.

Purtjàlle = turco Portakàl = Arancia

Recöne sf = spagnolo Recòn = Angolo, riparo: “Vòtte ‘u vinde jògge! Mettìmece alla recöne!”

Scerpetìgghje = francese Objets petits (pronuncia o-scé-ppetì)= oggetti piccoli, minutaglia, cianfrusaglie, ciarpame, accozzaglia di chincaglierie diverse.

Şkuppètte sf = spagnolo Escopeta = Fucile da caccia, schioppo a una o a due canne.

Söre sf = francese Soeur (pronuncia identica al nostro dialetto) = Sorella

Tascèlle sf = francese Étagère (pronuncia étagèr) = Scansia, scaffale movibile, di legno o metallico, a giorno (cioè senza pareti laterali o frontali o di fondo), a più ripiani, usato generalmente per contenere libri.

Tavüte = spagnolo El ataùd, a sua volta derivato dall’arabo al-tabùt = Bara, cassa da morto

Turnalìtte sm = francese Tourne-lit = Giraletto = Fascia di tessuto ricamato e/o intagliato. Si applicava mediante fascette di stoffa (i capesciöle) che si annodavano alla parte bassa del letto, allo scopo di nascondere gli antiestetici piedini delle reti che sostengono i materassi

Vése = spagnolo Beso = Bacio = Ecco un esempio della forte influenza che ha avuto la lingua spagnola sul nostro dialetto: la frase “Dàmme nu vése” (nel dialetto parlato fino agli anni ’50; ora si dice béce) è quasi identica alla stessa richiesta detta in spagnolo: “Dame un béso”.
In spagnolo, vi rammento,  le consonanti b e v si pronunciano con l’identico suono, ossia con un leggerissimo soffio in punta di labbra, come se si dovesse spegnere una candelina. Colui che ascolta non riesce a  notare alcuna differenza tra le due consonanti che invece è evidente nello scritto. Questo spiega perché noi diciamo in dialetto: varvire, àrve, vràzze, vrùcchele, avàste, ecc. per barbiere, albero, braccio, broccoli, basta, ecc.

Vucciarïje sf = francese Boucherie (pron. buscerì)= Macelleria.

Vuccjire sm = fr. boucher = macellaio. Di conseguenza si dice vuccjöre sf per Macellaia.

Ze-Càrle sm= spagnolo Cigàrro (pron. Sigàrro) , e Francese Cigare (pron. Sigàrr) = Sigaro.


5 Risposte a “Lezioni di dialetto - 11a puntata”  

  1. 1 il siciliano

    Il termine “gattò” non capisco perchè sia inserito nel vocabolario manfredoniano, dal momento che la parola è di dominio nazionale, e si riferisce proprio alla pientanza a base di patate.
    Dal termine “boucherie” deriva anche il nome “Vucciria”, il famoso mercato di Palermo, che in origine si chiamava “bucciria” perchè si vendeva solo la carne.
    Oggi, oltre al suddetto mercato, il termine è sinonimo di chiasso, baccano, confusione, in siciliano, ovviamente:
    “MIII MA CHI STA SUCCIRIENN’, MA CHE E’ STA VUCCIRIA …AH!? MA RUNNI VIENI!?
    Traduzione: oh perbacco! ma cosa sta accadendo, cosa è tutto codesto frastuono?
    E da dove giungerà?

    Bacio le ma…oops!
    Un saluto a tutti

  2. 2 ermes

    Non credo che il termine baciare sia di derivazione spagnola, semmai latina poi il nostro sud la trasformata.
    La prova?
    Il termine ‘basium’ (bacio) che è latino, sui muri di Pompei (o Ercolano) è stato trovato scritto ‘vasium’ … proprio come dicono oggi i napoletani e i meridionali in genere.
    In questo caso è lo spagnolo (lingua di derivazione latina) e il dialetto dell’italia meridionale coincidono, il nostro sostrato linguistico come si vede è molto più antico delle varie dominazioni che hanno interessato nei secoli il nostro territorio.
    P.s.
    Complimenti al sig. Racioppa per la interessantissima rubrica! ;)

  3. 3 JATTòN

    Mi permetto di inserire alcuni termini che sembrano di origine straniera,
    ,e altri termini che mi sovvengono per rima o altre associazioni,correggetemi se i significati non sono appropiati :

    “Nazzeché” = Dondolare,cullare.

    “Sdrupé” = Sfiancare,stancare.

    “Sdrené” = Sinonimo di Sdrupé.

    A “Pètnatòje = E’ uno scialle tipo quello che usano i parrucchieri,ma molto più rifinito e raffinato,di solito lo si regala alle donne nel corredo prematrimoniale,serve a eviare che i capelli caduti durante la messa in piega cadano sul vestito.

  4. 4 JATTòN

    Caro Tonino vorrei chiederti se potresti fare una lezione di dialetto in cui si nominano tutti gli animali,sia di terra che di mare.

  5. 5 nella_90

    ayer è di derivazione spagnola e vuol dire ieri. in dialetto manfredoniano è più o meno lo stesso. adesso non so come si scrive ieri nel nostro dialetto

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