A cura di Tonino Racioppa.

Cacchjöle (o pertöse) sf = Significa: asola, occhiello, alamaro per abbottonare giacche, cappotti, pantaloni, sandali, ecc. Si chiama cacchjöle anche l’annodatura di un laccio, o di una fettuccia, o di un nastro, che si scioglie tirando uno dei suoi due capi. In questo caso c’è un sinonimo: “la nnòcche”.
“Pertöse” (al femminile) è la forma gentile di “pertüse” (al maschile), che significa: buco, foro, scavo, pertugio.

Agghjaré = Sottoporre – del tutto involontariamente – un tessuto ad intenso riscaldamento con il ferro da stiro, e “abbrustolirlo” con l’antiestetica forma scura della piastra. Mado’…nu pöche ca me so’ vuletéte e ‘u firre frevüte m’ho fatte agghjaré ‘a camecètte!
In italiano il verbo è “strinare”, che ha due significati: 1 - bruciacchiare un tessuto durante la stiratura; 2 - mettere sulla fiamma gli uccelli o i polli per toglier loro la peluria rimasta dopo averli spennati.

Arröte! = Esclamazione per dire che si sta riascoltando un errore o un discorso che già si conosce. Nuovamente, ancora.

Pöte-uacjüle = (piede della bacinella). Supporto metallico che sostiene una bacinella nella parte superiore (80 cm. da terra), e una brocca in quella inferiore. Usata come lavamani. Allo stesso modo si intende il Pöte-vrascjire = (piede del braciere). Supporto rotondo in legno o metallico per sostenere per il braciere (30 cm dal suolo).

Fiöre-mizzjùrne = In Napoletano si dice “controra” e indica, specie in estate il periodo più caldo della giornata che va da mezzogiorno alle ore 14. Insomma in quelle due ore, come nei paesi arabi, non si dovrebbe svolgere alcuna attività all’aperto altrimenti si rischia un’insolazione. Che jéte facènne di fiöre-mizzjùrne? Stàteve a-ccàste! Questa è autentica: un testimone oculare, per esporre al Giudice i fatti cui aveva assistito, esordì con “Jöve di fiöre-mizzjùrne…..” L’Avvocato Berardino Tizzani furbescamente volle informarsi che tipo di fiore fosse quello! La battura servì ad allentare la tensione del teste: poi tutto filò liscio.

‘Ndruppeché o anche Pigghjé ‘na sponda-pöte. = Inciampare, incespicare mentre si cammina spediti, urtando un’asperità del terreno. A volte si cade, a volte si resta indolenziti alla punta del piede per la involontaria pedata all’ostacolo non visto.


Nessuna risposta a “Lezioni di dialetto - 16a puntata”  

  1. Nessun commento

Lascia una risposta