Ci scrive Tonino Racioppa:

Ecco la foto che mi ricordavo. Ritrae la chiesa dei San Francesco verso la fine degli anni ‘20. Spoglia e cadente, carica di storia, ha una sua evidente austerità che affascina. Sappiamo che la facciata, col rosone e le loggette sono state aggiunte negli anni ‘30. La facciata in tipico stile romanico-pugliese, con tanto di rosone loggette e archi rampanti, ripete la sua linea anche nella copertura del campanile a vela. Avrebbe potuto proseguire anche sulla sommità della facciata sud. Ma per oltre 70 anni è rimasta con solo quattro archetti.

Evidentemente gli Architetti moderni non se la sentivano di sovraccaricare la parete portante…ed hanno eliminato anche quelle, specie dopo aver eliminato il cotrafforte….
Sia chiaro, io non sono né architetto, né tantomeno ingegnere. Forse davvero la trasformazione è avvenuta per motivi statici. Tuttavia quello che vedo mi lascia molto perplesso. Non mi piace fare a tutti i costi il Bastian-contrario. Là sotto ci ho passato l’infanzia, ho suonato la campana (minore), ho tirato i mantici dell’organo, ho giocato alla palla di gomma, al curlo…ecc
C’è un pezzo del mio cuore e della mia vita in San Francesco. Ricordo anche il locale alla sinistra della chiesa: conteneva un bellissimo carro funebre dorato. Poi salendo verso via antiche mura il quelle case sotto l’arco, ci abitavano anche due o tre famiglie. C’è ancora all’interno un bellissimo crocifisso di legno? Sono decenni che non entro in quella chiesa….
Ricordo la statua di San Francesco sulla facciata principale. Gli uccelli ci giravano attorno, le rondini sfrecciavano veloci e a me sembrava davvero, come narra la storia, che San Francesco predicasse agli uccelli…

La chiesa San Francesco agli inizi del '900
Foto archivio Guglielmi


5 Risposte a “La chiesa San Francesco agli inizi del ‘900”  

  1. 1 Wendy

    E la statua che fine ha fatto??

  2. 2 Tonino 1939

    Sei distratta Wemdy??
    La statua c’è ancora. Guarda le foto del post precedente, dritto sopra il rosone.
    Quetsa volta ti ammonisco: la prossima volta ti “espulgo”…

  3. 3 Wendy

    Ehmm…scusate… :/ :)

  4. 4 Akim

    Tonino leggendo questo post mi hai commosso, mi è sembrato di rivivere la tua gioventù, non la mia, che è stata un altra, bella anch’essa ma diversa.

  5. 5 Mambrdonje

    “…Ricordo anche il locale alla sinistra della chiesa…”
    Tonino, in quel locale c’era anche un calzolaio (una parete di legno divideva il locale in due) dove io andavo il pomeriggio “a lavorare” dopo la scuola, mi ricordo che ogni tanto davo una sbirciatina dalla porta che portava nell’altro locale e timoroso osservavo il macabro carro.
    Il calzolaio veniva preso in giro dagl’amici e clienti che gli dicevano, toje stèje a poste… quannjca mure, tè passene d’allata parte e bonna notte!

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