Frecàbbele e sturjèlle - Parte 12

A cura di Tonino Racioppa.

Questa storiella è un po’ “spinta”, ma ve la racconto ugualmente, con un sorriso d’intesa, perché siamo tutti maggiorenni e non troppo formali.

C’erano due sposini intenti nell’esercizio delle proprie funzioni notturne…Il povero sposo, a causa dello stress, nel pieno della sua prestazione, ebbe un’inattesa “débacle” (un… abbattimento, diciamo così).
La mogliettina, forse per sdrammatizzare la situazione, cominciò a ridere. Ovviamente lui si irritava ancora di più.
Gli stati d’animo dei due erano agli antipodi. Allora lui disse:

“Sì, sì, tó rüre?…E códde ce nn’ jèsse!”

Come per dire: Sì, sì, tu te la ridi per questo fatto increscioso, ma le contrazioni dei tuoi muscoli addominali, per l’effetto della inopportuna tua risata, non fanno che peggiorare il mio stato di crisi (che spero sia solo momentaneo).

Beh, ho detto quello che andava detto, magari adoperando molte più parole del laconico messaggio iniziale del povero sposino.

Ovviamente lei, a questa battuta, ebbe un altro spunto per ridere ancora di più, mentre lui si incupiva ulteriormente!

Voglio sperare che, per il loro bene, gli eventi abbiano successivamente conseguito il loro corso naturale.

Spero di non essere stato volgare, essendomi sforzato per quanto possibile di non travalicare i limiti della decenza.


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